• Articolo Trieste, 8 novembre 2017
    • FVG: ddl energia-ambiente, focus su e-mobility e tutela acque

    • Vito: “Questa legge di manutenzione mette a frutto l’esperienza di altre riforme ambientali importanti, prima fra tutte quella della difesa del suolo”

    ddl energia-ambiente

     

    (Rinnovabili.it) – Misure urgenti per alzare la guardia sulla difesa del territorio. Il Friuli Venezia Giulia aggiorna la propria eco-normativa con un nuovo progetto approvato ieri dalla Giunta regionale e proposto dall’assessore all’ambiente Sara Vito. Gli undici articoli che costituiscono il ddl energia-ambiente contengono disposizioni con cui affinare l’attuale legislazione regionale in materia di dissesto idrogeologico, tutela delle acque e attività minerarie.

     

    Il provvedimento risponde anche all’obiettivo di integrare nell’ordinamento regionale, disposizioni che colmerebbero, nell’attesa della riforma complessiva, le lacune riscontrate al momento dell’applicazione delle norme interessate, in particolare della legge regionale sull’Energia e di alcune linee contributive. Un corpo organico che dà spazio anche alla mobilità elettrica, disciplinando le modalità contributive per l’istallazione dei punti di ricarica pubblici.

     

    “Questa legge di manutenzione – spiega Vito – mette a frutto l’esperienza di altre riforme ambientali importanti, prima fra tutte quella della difesa del suolo ma anche delle attività estrattive. Abbiamo pertanto individuato alcuni emendamenti per migliorare l’efficacia dei provvedimenti legislativi precedentemente assunti”.

     

    Cosa cambia? il testo riporta tante piccole, ma fondamentali, modifiche, a cominciare dalla nuova  definizione di dissesto idrogeologico – che ora comprende anche i dissesti idraulico, geologico e valanghivo – e quella di catasto regionale per tali eventi. Il nuovo ddl energia –ambiente riporta inoltre: una più specifica classificazione dei corsi d’acqua, l’aggiunta delle opere di difesa da frane nella progettazione interventi a cura della Regione, l’inserimento delle variazioni dello stato chimico, oltre a quello ecologico, tra gli aggiornamenti del piano regionale di tutela delle acque, un’ulteriore funzione ai consorzi di bonifica che saranno delegati ai rilevamenti in tempo differito dei parametri idrologici.

     

    Un capitolo ad hoc è dedicato alle misure con cui contrastare una possibile nuova situazione di emergenza idrica, come quella che ha investito il territorio questa estate. Tali misure prevedono l’emanazione di un decreto del presidente della Regione che dichiari lo stato di sofferenza, individuando le riduzioni temporanee del deflusso minimo vitale, e l’omologazione alla stessa disciplina dell’utilizzazione di acque sotterranee ad uso domestico, commerciale e produttive. E ancora, una nuova valutazione delle istanze di concessione di derivazione d’acqua dichiarate concorrenti, norme transitorie per gli interventi di manutenzione degli alvei dei corsi d’acqua e l’adeguamento delle modalità di presentazione delle domande per attività estrattive.

     

    >>Leggi anche Il Friuli trasforma l’economia circolare in legge<<

     

    Tra gli articoli, anche quello che fissa il nuovo termine entro il quale i Comuni con popolazione superiore ai 5mila abitanti dovrà dotarsi di almeno una colonnina di pubblica ricarica per auto elettriche, inserendo l’obbligo di sottoscrivere digitalmente gli attestati di prestazione energetica degli edifici. Inoltre, la deadline per la presentazione di programmi di adeguamento o chiusura degli impianti di distribuzione carburanti inidonei è fissata ora a due anni dall’entrata in vigore del ddl energia-ambiente, mentre è rinviata al 1 gennaio 2019 la diminuzione del 50 per cento dei contributi per l’acquisto di benzina e gasolio per gli autoveicoli privati Euro 4 o inferiori. Infine è autorizzata la sanatoria che consente ai Comuni di concedere l’attingimento di acque superficiali a mezzo di dispositivi fissi.

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