• Articolo Bruxelles, 28 settembre 2016
    • Domani la Commissione discute le prime proposte

      Mercato del carbonio, le mani dei grandi inquinatori sulla riforma Ue

    • Le industrie pesanti si oppongono a una riforma dell’ETS, come quella allo studio della Commissione, che preveda un approccio per fasce e neghi a qualcuno le quote gratuite

    Mercato del carbonio, le mani dei grandi inquinatori sulla riforma Ue

     

    (Rinnovabili.it) – La riforma del mercato del carbonio non deve introdurre fasce differenziate, perché danneggerebbe alcuni settori a scapito di altri. Inoltre spingerebbe le industrie a trasferirsi altrove, magari in Stati dove la legislazione sull’inquinamento è meno stringente. È il succo del messaggio che i grandi inquinatori hanno recapitato ieri a Bruxelles, dove la Commissione sta preparando le sue proposte per riformare un sistema, quello dell’Emissions Trading System (ETS) europeo, che è un vero colabrodo.

    I 15 firmatari della lettera – tra cui le associazioni di categoria di chimica, cemento, rame, zinco, nickel, carta – propongono, di fatto, di non modificare lo status quo. Una situazione che la Corte di Giustizia europea, nell’aprile scorso, aveva però condannato: troppi regali ai grandi inquinatori, troppe quote gratuite assegnate all’industria pesante all’interno del mercato del carbonio. Perciò l’Ue si trova costretta ad apportare delle modifiche entro 10 mesi dalla sentenza, cioè per febbraio 2017.

     

    Mercato del carbonio, le mani dei grandi inquinatori sulla riforma UeUna delle proposte allo studio della Commissione prevede di dividere le industrie pesanti in diverse categorie, per poi assegnare il 100% di quote gratuite solo ad alcune, mentre per altre sarebbero ridotte al 30 e allo 0%. Un approccio che implica necessariamente costi maggiori per le imprese più inquinanti, che hanno reagito facendo cartello. Domani è in calendario una riunione del Comitato per l’ambiente del Parlamento europeo, in cui saranno discussi gli emendamenti presentati alla proposta di riforma dell’ETS.

    Le industrie ad alta intensità energetica cercano così di far sentire tutto il loro peso, riesumando lo spauracchio del cosiddetto carbon leakage, cioè il trasferimento del business da parte delle imprese in Stati con minori restrizioni, tant’è vero che già nella prima riga della missiva ricordano che il loro “peso” è da calcolare in 2 milioni di posti di lavoro nell’area Ue. Per aggirare problemi di questo tipo, tra gli emendamenti presentati da alcuni parlamentari figura anche la proposta di aumentare il numero delle fasce, che significa fare in modo di garantire una copertura del 100% proprio a quelle industrie a più alto rischio di trasferimento. Finora la Commissione si è opposta.

    Tutte le News | Green Economy
    b21 luglio 2016

    Green job: in Italia le rinnovabili danno lavoro a 38mila persone

    Le ricadute occupazionali permanenti nelle rinnovabili sono passate dai 18.600 occupati diretti e 13.600 indiretti del 2012 ai circa 22.300 diretti e 16.000 indiretti del 2015

    kenya-night-market-IMG_941521 luglio 2016

    Dall’illuminazione off grid benefici per ambiente e occupazione

    Uno studio mostra come l’illuminazione ad energia solare potrebbe creare oltre 2 milioni di posti di lavoro nelle comunità più povere del Pianeta

    Water-Resource19 luglio 2016

    Come la green economy può cambiare il settore idrico

    Italia in ritardo nella gestione sostenibile della risorsa idriche. Necessari oltre 5 miliardi di euro l’anno per “aggiornare” le infrastrutture nazionali

    business-news_01_temp-1386056223-529d8a1f-620x34805 luglio 2016

    Il fenomeno (trascurato) dei green bond fa numeri record

    Gli investimenti per ridurre l’inquinamento e il cambiamento climatico sono in piena espansione. Nel 2015 ben 118 mld di dollari in obbligazioni verdi

    brasil-negocio-social17 giugno 2016

    Rinnovabili, il Brasile finanzia la micro-generazione di energia pulita

    Il Banco do Nordeste presenta la nuova linea di credito dedicata alle istallazioni di impianti rinnovabili in taglia mini (75 kW-5 MW) e micro (> 100 kW)

    pulses-beans-1000x420px15 giugno 2016

    WWF: l’impegno sulle soft commodities deve aumentare

    Una nuova ricerca WWF mostra che solo poche aziende hanno intrapreso azioni significative per garantire la sostenibilità produttiva delle soft commodities

    shutterstock_19368975514 giugno 2016

    Energia: come vengono impiegati i finanziamenti europei?

    Con il Fondo europeo per gli investimenti strategici, l’Europa tenta di riacquistare il ruolo di leader sul piano internazionale, soprattutto nel settore energetico. Qui si concentra il maggior numero di investimenti