• Articolo Bruxelles, 13 febbraio 2019
    • Raggiungere gli obiettivi di Parigi? Farà bene anche all’occupazione

    • Un nuovo rapporto esplora il potenziale di occupazione e gli impatti economici di una transizione dell’UE verso un’economia a basse emissioni di carbonio entro il 2030

    occupazione

     

    L’attuazione dell’accordo di Parigi sul clima potrebbe aumentare l’occupazione dell’UE dello 0,5%

    (Rinnovabili.it) – L’impegno nella lotta climatica fa bene all’economia. A sostenerlo è Eurofound, fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro. L’agenzia ha pubblicato ieri il rapporto (pdf in inglese) sulle implicazioni della transizione energetica a livello occupazionale rivelando i benefici legati al raggiungimento di un’economia a basse emissioni. Secondo l’analisi, infatti, raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima permetterà, soprattutto all’Europa, di far crescere PIL e posti di lavoro; per il vecchio Continente si parla, rispettivamente, del più 1,1% e più 0,5% entro il 2030 rispetto a uno scenario “as usual”.

     

    Il motivo? Per gli autori la causa è principalmente attribuibile all’attività di investimento richiesta per raggiungere tale transizione, insieme all’impatto di minori spese sull’importazione di combustibili fossili. Ovviamente gli impatti variano notevolmente tra settore e settore. Ad esempio, si prevede una perdita di posti di lavoro nell’estrazione e nella lavorazione di combustibili fossili, ma un guadagno nel comparto edile e nella produzione di apparecchiature per l’energia rinnovabile e per l’efficienza energetica, insieme alle catene di approvvigionamento associate.

     

    >>leggi anche Aumenta il consumo di rinnovabili in Europa ma troppo lentamente<<

     

    A livello nazionale, lo studio prevede che la Lettonia, Malta e il Belgio subiranno il maggiore impulso sul PIL. Per la prima, il report cita addirittura di un più 6%, determinato in gran parte dagli investimenti in efficienza energetica. Il Belgio è anche nella rosa di Paesi che beneficerebbe di un aumento dei posti di lavoro, soprattutto in settori ad alta intensità di manodopera come la vendita al dettaglio, l’ospitalità e la ristorazione, seguito da Spagna e Germania.

    L’Italia è in linea con il dato UE complessivo sul fronte dell’occupazione mentre appare di poco sotto la media per quanto riguarda il Pil.

     

    Vanno tuttavia fatte delle precisazioni e sono gli stessi autori a avanzarle. “Queste proiezioni dipendono da ipotesi di modellizzazione, alcune delle quali hanno importanti implicazioni politiche. In primo luogo, il modello non presuppone frizioni nel mercato del lavoro. In particolare, si presume che la forza lavoro si adatti al cambiamento strutturale dei requisiti di abilità associati alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio”. In realtà più rapido sarà il cambiamento, più è probabile che ci possano essere attriti in grado di generare disoccupazione o mancanza di competenze.

    “Inoltre, l’investimento richiesto presuppone che non vi siano ostacoli all’accesso ai finanziamenti necessari per questa transizione. Infine, si presume che i paesi che attualmente hanno un vantaggio in alcuni settori siano in grado di mantenerlo quando si passa a nuove tecnologie; per esempio, i principali produttori di auto e camion convenzionali dovrebbero divenire le case principali dei veicoli elettrici e dei loro componenti”.

    Tutte le News | Green Economy
    economia-circolare-legambiente06 febbraio 2019

    Legambiente: 10 proposte per far decollare l’economia circolare

    Presentate dall’associazione ambientalista 10 proposte pratiche per abbattere tutte quelle barriere che ancora oggi ostacolano il decollo dell’economia circolare in Italia

    green bond infrastrutturale05 febbraio 2019

    Emesso in Italia il primo green bond infrastrutturale  

    L’emissione finanzierà progetti d’efficientemento energetico nel settore dell’illuminazione pubblica in sei comuni di Umbria, Molise e Campania

    (credit: L'Oreal)31 gennaio 2019

    L’Oreal: Sostenibilità fa rima con Bellezza del pianeta e delle persone  

    Per il terzo anno consecutivo il gigante della cosmetica ha ricevuto la tripla A dal CDP, su cambiamenti climatici, foreste e sicurezza idrica

    Intesa Sanpaolo29 gennaio 2019

    Intesa Sanpaolo, nuovi progetti per il sociale, la cultura, l’ambiente

    Dall’occupazione giovanile alla sostenibilità, l’istituto continua a scommettere sulla crescita sociale. Messina: “Lo sviluppo è legato all’educazione delle nuove generazioni, alla coesione, all’economia circolare”

    Il gap dell'economia circolare: solo 9% delle risorse è riutilizzato22 gennaio 2019

    Il gap dell’economia circolare: solo 9% delle risorse è riutilizzato

    La nuova edizione del  Circularity Gap Report lancia l’allarme: le strategie di economia circolare sono ancora troppo poco sviluppate

    cdp22 gennaio 2019

    CDP: premiate 140 grandi aziende impegnate nella lotta climatica

    L’ex Carbon Disclosure Project (CDP), che raccoglie dati sull’impatto ambientale di imprese e amministrazioni, ha stilato la lista delle compagnie più attive sul fronte del contrasto al climate change.

    carbon market17 gennaio 2019

    Carbon market, raggiunto un valore mondiale record di 144 mld

    Rialzo vertiginoso del prezzo del carbonio nell’ETS europeo. In movimento anche i mercati nordamericani mentre Cina e Corea del Sud faticano a decollare