• Articolo Nairobi, 13 giugno 2013
  • I rapporti gemelli di REN21 e Unep

    In calo gli investimenti mondiali nelle rinnovabili

  • Cresce la capacità istallata mentre diminuiscono i prezzi legati alla tecnologia fotovoltaica. Ma Usa ed Europa perdono terreno e la poderosa crescita dei mercati in via di sviluppo non basta per replicare i risultati del 2011

Rinnovabili: nel 2012 il mondo ha investito 244 miliardi

(Rinnovabili.it) – Per la seconda volta dal 2006, gli investimenti mondiali nelle energie rinnovabili non sono riusciti a mantenere i loro fortunato trend di crescita. Nel 2012 il settore ha subito una flessione del 12%, principalmente a causa del drastico calo dei prezzi della tecnologia solare e del forte indebolimento degli ormai ex mercati leader delle eco-energie, Stati Uniti ed Unione europea. A confermare un quadro già paventato in questi mesi da molte società da analisi, sono oggi due rapporti gemelli: il Global Trends in Renewable Energy Investment 2013 redatto dall’Unep in collaborazione con la Frankfurt School e il REN21 Renewables 2013 Global Status Report, la relazione annuale di riferimento per il comparto delle green energy.

Entrambi i documenti dipingono un quadro chiaro ed esaustivo della situazione. L’investimento completo registrato nello scorso anno per le energie rinnovabili (compresi i piccoli progetti idroelettrici) ha totalizzato 244 miliardi dollari, 35 miliardi in meno rispetto al 2011. Nonostante ciò il 2012 si guadagna la palma di secondo anno in classifica per volume finanziario, un merito tutto da conferire ai Paesi in via di sviluppo. Sono, infatti, Sud Africa, Marocco, Messico, Cile e in Kenya e Medio Oriente i veri mattatori della scena energetica sostenibile, guidati ovviamente dalla Cina che nel 2012 (con 67 miliardi dollari) ha consolidato la propria posizione come operatore dominante del mercato delle energie rinnovabili a livello mondiale – in crescita del 22% su base annuale grazie soprattutto al boom d’investimenti nel fotovoltaico.

 

A perdere terreno è invece l’Europa a causa dei forti tagli alle spese del 29% e gli Stati Uniti con un altro meno 34%. La notizia più positiva per quanto riguarda i rappresentanti dei Paesi sviluppati arriva dal Giappone, dove gli investimenti nelle fonti alternative (escluse le attività di ricerca e sviluppo) sono saliti del 73% raggiungendo i 16 miliardi, soprattutto grazie a un boom dei piccoli impianti solari favoriti dal nuovo FiT governativo. In totale, la potenza elettrica installata relativa alle energie rinnovabili ha raggiunto i 1.470 GW, contro i 1.350 GW del 2011: un dato che equivale a un migliaio di centrali nucleari, sebbene il rendimento effettivo – a causa dell’intrinseca intermittenza della produzione di energie eolica e solare – sia minore.