• Articolo Pechino, 14 dicembre 2017
  • L'avvio programmato per il 19 dicembre

    La Cina lancia il suo mercato del carbonio

  • Per ora coprirà soltanto le emissioni della produzione elettrica, ma anche così il mercato del carbonio cinese diventerà iò primo al mondo, superando in volumi quello europeo

mercato del carbonio

 

Il progetto di un mercato del carbonio cinese è ultimato

 

(Rinnovabili.it) – Il mercato del carbonio cinese è a un passo dal diventare realtà. Il tanto atteso sistema nazionale di scambio delle emissioni a livello nazionale (ETS) sarà ufficialmente lanciato il 19 dicembre, a partire dal solo settore dell’energia elettrica. Lo rivela un documento della National Development Reform Commission (NDRC), ripreso dai media locali e internazionali

A dirla tutta, si tratta di un ridimensionamento rispetto al piano originale di dar vita ad un mercato del carbonio che coinvolgesse otto settori economici: il programma non conterrà le emissioni dell’industria dell’aviazione, né di quelle che realizzano prodotti petrolchimici, chimici, materiali da costruzione, ferro e acciaio, metalli non ferrosi e carta. Per ora, soltanto i produttori di energia elettrica potranno scambiarsi quote di emissione, e tanto basta per superare in volume di scambi il sistema dell’Unione Europea. Il settore energetico cinese, infatti, rappresenta il 46% delle emissioni di biossido di carbonio nel paese. Dal 19 dicembre, il 39% circa sarà coperto dall’ETS.

 

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Già durante la scorsa conferenza sul clima dell’UNFCCC a Bonn, il rappresentante speciale delle politiche climatiche cinesi Xie Zhenhua, ha detto che lo scambio di futures sul carbonio non sarà disponibile nella fase di lancio del programma. Niente speculazioni, dunque, almeno nella prima fase di un meccanismo che ha lo scopo di creare un costo per le emissioni, non una piattaforma per le astuzie dei trader.

I sostenitori di questi sistemi di scambio della CO2 sono convinti che siano un mezzo efficiente per tagliare i gas serra dove è più economico farlo. Gli impianti inquinanti devono acquistare permessi di inquinare per ogni tonnellata di CO2 emessa, e possono vendere quote in eccesso se ripuliscono i loro processi produttivi. Tuttavia, finora l’industria ha esercitato pressioni per ottenere politiche favorevoli e quote di emissione gratuite, che hanno portato il prezzo del carbonio a toccare i minimi storici. Un fatto che sta dando ragione ai critici, secondo i quali il mercato del carbonio non incentiva gli investimenti a lungo termine in tecnologie pulite.

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