• Articolo Rimini, 8 novembre 2016
  • Eta Beta presenta l’economia circolare in mostra a Ecomondo

  • Il programma di Radio 1 condotto da Massimo Cerofolini fa un’incursione alla fiera internazionale che si inaugura oggi a Rimini insieme al direttore di Rinnovabili.it Mauro Spagnolo

Eta Beta presenta l’economia circolare in mostra a Ecomondo

 

(Rinnovabili.it) – Uno scatto d’orgoglio dell’imprenditoria verde italiana, capace di una creatività che ci proietta ai primi posti in Europa e nel mondo per quanto riguarda green economy e economia circolare. Lo racconta Eta Beta sulle frequenza di Radio1, scandagliando le eccellenze in mostra a Ecomondo 2016, la fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile che si apre oggi a Rimini. Ai microfoni di Massimo Cerofolini, in diretta dalla 20° edizione della kermesse, il direttore di Rinnovabili.it Mauro Spagnolo, Edo Ronchi, ex Ministro dell’Ambiente e Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, curatore del rapporto sull’economia verde in Italia, e Roberto Coizet, curatore della mostra ExNovaMaterials.

 

Le eccellenze italiane nascoste

Siamo i migliori ma non lo sappiamo. È quanto emerge dal rapporto degli Stati Generali della Green Economy, che mette a confronto la situazione italiana con quella di altre 4 grandi economie del continente (Germania, Regno Unito, Francia e Spagna) utilizzando indicatori OCSE.

“L’Italia è in testa, siamo davanti anche alla Germania – riassume RonchiAbbiamo un indice di percezione all’estero bassissimo, ma non è la realtà. Fenomeni limitati come la Terra dei Fuochi e i rifiuti per le strade di Roma danneggiano le cose buone che sappiamo fare. Scontiamo il nostro tessuto di piccole e medie imprese, che hanno una limitata capacità di comunicazione sulla scena internazionale”.

L’ottima posizione dell’Italia, emerge dal rapporto, dipende dalla quota di rinnovabili sul consumo finale lordo, che si attesta al 17,2% considerando tutta l’energia. Poi siamo ai vertici per la maggior quantità di prodotti alimentari certificati, così come per il riciclo di rifiuti speciali. Nota stonata, l’ultima posizione per le emissioni di gas serra: nel 2015 abbiamo avuto il maggior aumento nell’area UE.

 

L’economia circolare protagonista a Ecomondo

Eta Beta presenta l’economia circolare in mostra a Ecomondo Il punto di forza delle nostre eccellenze è spingere sull’economia circolare. “Come al solito, un problema può diventare la soluzione – commenta SpagnoloPenso ad esempio all’idea di ricavare nuovi prodotti dai liquami e dalle acque reflue, presentata qui a Ecomondo da Cap Holding. Possiamo trasformarli in fertilizzanti, cellulosa, additivi per asfalto, polimeri che valgono dai 3 ai 6 euro al kg”. Una ricchezza che tocca anche il mondo dei biocarburanti, ricavandoli da rifiuti agricoli o deiezioni animali. “Qui a Rimini – continua il direttore di Rinnovabili.it – sono ad esempio in mostra progetti di questo tipo che sfruttano le vinacce, oltre ad una delle macchine trasformatrici di biogas in biometano più grandi, capace di produrre 160mila mc di gas l’ora. Una soluzione, vale la pena sottolinearlo, a km zero”.

Da rifiuto a risorsa è la parola d’ordine, che l’Italia mostra di saper fare sua. “C’è sicuramente una creatività italiana, che sa scoprire la creatività della materia”, afferma Roberto Coiset di ExNovaMaterials. La mostra è una vetrina per una decina di sorprendenti aziende che hanno saputo inserirsi nell’economia circolare agendo su quella che, a tutti gli effetti, è una nuova miniera urbana e industriale. Dal latte si ricavano filati che a loro volta diventano magliette con un tessuto idratante e anallergico. C’è una plastica riciclata che ha prestazioni migliori di quella di partenza, e un biomateriale con prestazioni simili a quelle della terracotta ricavato dalla combinazione di rifiuti urbani e funghi. O ancora i gusci d’uovo (se ne consumano 13 mld in Italia ogni anno) che vengono trasformati in materiale per l’edilizia, e un fertilizzante biologico azotato che deriva dalla valorizzazione delle lane di tosa di scarto che non avrebbero altri utilizzi tradizionali.

“Oggi il 13% dell’occupazione nazionale è indirizzato ai green job – conclude SpagnoloQuesto è un driver centrale per smuovere l’economia italiana: nel 2015 ci sono state 300mila nuove assunzioni”.

 

ASCOLTA IN PODCAST LA PUNTATA DI ETA BETA

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