• Articolo Roma, 29 dicembre 2015
  • Le anticipazioni del dossier di Symbola

    Green economy: L’Italia in 10 selfie 2016

  • Dieci “selfie” che fotografano i punti di forza di un Paese che è all’avanguardia nell’economia circolare e nelle energie rinnovabili

Green economy: L'Italia in 10 selfie 2016

 

(Rinnovabili.it) – Energie rinnovabili, green economy, riciclo, efficienza energetica e integrazione tra tradizioni e innovazione. Sono questi alcuni dei punti forti dell’Italia che già oggi ci mettono in linea con quel percorso di sostenibilità richiesto dalla COP21. Ben inteso il lavoro da fare è tanto, ma le basi da cui partire esistono già come dimostra la fotografia scattata al BelPaese da Symbola. La Fondazione ha anticipato in questi giorni i contenuti del suo dossier ‘L’Italia in 10 selfie.2016 – Una nuova economia per affrontare la crisi, protagonisti della sfida del clima’. Il documento dimostra numeri alla mano, quanti e quali sono i talenti verdi italiani.

 

“Per superare i suoi problemi e affrontare la crisi, l’Italia deve avere il coraggio di accettare le sfide di un mondo che cambia senza perdere la propria anima – spiega il presidente di Fondazione Symbola Ermete Realacci – questi dieci selfie fotografano dieci punti di forza di un Paese che ha nei cromosomi i principi dell’efficienza e dell’economia circolare, capace di sposare antichi saperi e innovazione, conoscenza con qualità, bellezza e green economy”.

 

I 10 selfie dell’Italia

Selfie n. 1 Dalla green economy il turbo per le imprese italiane. Sono 372.000 le aziende italiane che durante la crisi hanno scommesso sulla green economy, con vantaggi competitivi in termini di export (43,4% delle imprese manifatturiere eco-investitrici esporta stabilmente, contro il 25,5% delle altre), di innovazione (il 30,7% ha sviluppato nuovi prodotti o nuovi servizi, contro il 16,7%) e occupazione (il 59% delle assunzioni 2015 è legato alla green economy).

 

Selfie n. 2 L’Italia è uno dei soli cinque paesi al mondo che vanta un surplus manifatturiero sopra i 100 mld di dollari.

 

Selfie n. 3 Le imprese italiane sono tra le più competitive al mondo.

 

Selfie n. 4 Il nostro paese è all’avanguardia nel mondo per le fonti di energia rinnovabile. L’Italia è primo paese al mondo per contributo del fotovoltaico nel mix elettrico nazionale (7,9%, dati relativi al 2013), e nel 2014 la quota di rinnovabili ha superato il 43%.

 

Selfie n. 5 l’industria italiana del legno arredo è seconda al mondo per surplus commerciale ed è leader in Europa, con 56,4 mln di €, negli investimenti in R&S, che sempre più spesso alimentano l’innovazione green e l’efficienza nell’uso di materia ed energia.

 

Selfie n. 6 per 89 prodotti il nostro paese è leader dell’agroalimentare nel mondo, e vanta l’agricoltura più sostenibile. Tra i prodotti dell’agroalimentare italiano, ben 27 non hanno rivali sui mercati internazionali, siamo primi in Europa nel biologico per numero di imprese e tra i primi al mondo per superficie.

 

Selfie n. 7 Italia prima nella nautica con un quinto dell’export globale. Una leadership assoluta, legata anche alle performance ambientali come l’efficienza nei consumi e nelle emissioni.

 

Selfie n. 8 il sistema produttivo italiano leader in Europa in efficienza dei consumi e riduzione delle emissioni con “sole” 15 tonnellate di petrolio equivalente per milione di € prodotto.

 

Selfie n. 9 Le nostre imprese campioni nella riduzione dei rifiuti e nell’economia circolare. Con 40,1 tonnellate di rifiuti ogni mln di € prodotto l’Italia è ben più efficiente di Regno Unito (49,8), Spagna (50,1), Germania (63,7), Francia (83,5). A fronte di un avvio a recupero industriale di oltre 163 mln di tonnellate di rifiuti su scala europea, nel nostro Paese ne sono stati recuperati 25 mln, il valore assoluto più elevato tra tutti i paesi del continente.

 

Selfie n. 10 cultura, bellezza e creatività per competere. Alla filiera della cultura – 443mila aziende, il 7,3% del totale nazionale, che danno lavoro al 5,9% del totale degli occupati in Italia, 1,4 mln di persone – l’Italia deve 84 mld di €, il 5,8% della ricchezza prodotta.

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