• Articolo Rimini, 5 novembre 2019
  • Green economy, Italia tra alti e bassi

  • A livello nazionale le rinnovabili crescono poco, aumentano le emissioni delle nuove auto e i consumi di energia. Ronchi: “Necessario sostenere le eccellenze, recuperare le criticità”

Green Economy

Credit: NeedPix

 

 

Pubblicata la Relazione sullo Stato della Green Economy 2019 rileva alcune criticità emergenti

(Rinnovabili.it) – Brutte notizie, in Italia, per quanto concerne la cosiddetta Green economy: le emissioni di gas serra non calano da 5 anni e, di contro, i consumi di energia sono tornati a crescere, l’aumento delle rinnovabili si è quasi fermato, l’ecoinnovazione non decolla ed il parco auto italiano resta con 644 veicoli ogni 1.000 abitanti, il più “denso” d’Europa. Impietosa, la Relazione presentata in apertura degli Stati Generali della Green Economy – summit verde dedicato quest’anno a “Green New Deal e sfida climatica: obiettivi e percorso al 2030” – dipinge un quadro e ne pronostica uno sviluppo tutt’altro che positivo.

Il documento affronta 9 differenti tematiche strategiche: emissioni di gas serra, risparmio ed efficienza energetica, fonti rinnovabili, economia circolare ed uso efficiente delle risorse, eco-innovazione, agricoltura, territorio e capitale naturale, mobilità sostenibile e green city.

 

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Uno degli elementi più preoccupanti è quello inerente le emissioni di gas serra, che non accennano a diminuire: nel 2017 si attestavano a 428 MtCO2eq – un valore addirittura superiore a quello registrato nel 2014 – e, nel 2018, intorno alle 426 MtCO2eq. Il calo è stato insignificante ed il principale responsabile il settore dei trasporti. In fatto di mobilità sostenibile, d’altra parte, l’Italia non brilla di certo: il nostro paese è quello, tra i partner europei, col tasso più alto di automobili, tra l’altro ulteriormente aumentato dal 2017 al 2018. Ma ad essere aumentate sono state anche le emissioni medie specifiche delle nuove auto immatricolate nei primi otto mesi del 2019, che, passate a  quota 120 gCO2/km, segnano un bel 5,5% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le auto elettriche non vanno – meno di 10.000 auto vendute contro le 68.000 in Germania –  e la maggior parte dei bus pubblici va ancora a diesel.

 

Niente di buono anche per quanto riguarda risparmio ed efficienza energetica: tra il 2014 e il 2017 il consumo lordo di energia è tornato a crescere da 166 a oltre 170Mtep e nel 2018 è aumentato del 2%. Nello stesso anno, analogamente, sono aumentati anche i consumi finali, che hanno registrato un +1,5%. Le uniche a non crescere, quasi, sono state le rinnovabili, la cui quota è salita solo di un punto percentuale in 5 anni. Ciononostante – e, visti i dati non è una buona notizia – l’Italia rimane comunque prima fra i grandi Paesi europei per fonti rinnovabili: le circa 22 Mtep prodotte hanno soddisfatto il 18,3% del fabbisogno energetico interno, contro il 17,5% della media europea, il 17,5% della Spagna, il 16,3% della Francia, il 15,5% della Germania e il 10,2% del Regno Unito.
Peggiorato anche il tasso di circolarità, che in Italia si classifica al terzo posto dopo Francia e UK. Per il riciclo dei rifiuti, invece, ci collochiamo al secondo posto dietro alla Germania, che e supera di due punti percentuali la media UE.
Molto bene invece per quanto riguarda il settore agricolo: con un valore aggiunto dell’agricoltura pari a 32,2 miliardi di euro, l’Italia si trova infatti al vertice della classifica europea 2018, mentre in termini di valore della produzione è seconda solo alla Francia. Le superfici coltivate col metodo biologico ammontavano nel 2017 a quasi 12,6 milioni di ettari, con un incremento di circa il 25% rispetto al 2012.
Male il consumo del suolo, con ulteriori 51 chilometri quadrati di territorio consumati nel 2018: la media è di 14 ettari al giorno. Molto male se si considera che l’Italia è uno dei Paesi europei più ricchi di biodiversità. 

“Sono registrate alcune eccellenze italiane nel campo della green economy – ha commentato Edo Ronchi del Consiglio Nazionale della Green Economy – ma emergono anche molte criticità: sostenere le eccellenze e recuperare le difficoltà è la via da perseguire per lanciare un concreto Green New Deal in Italia. Nulla ha potenzialità di sviluppo comparabili con quelle della Green Economy che se adeguatamente promosse ed estese, potranno trascinare investimenti e nuova occupazione”. 

 

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