• Articolo Barcellona, 29 maggio 2015
  • Le criticità evidenziate dagli esperti di finanza climatica

    Se i mercati ignorano il cambiamento climatico

  • Nessuna penale per le aziende che evitano di investire in protezione dagli impatti del cambiamento climatico. Ma le agenzie di rating ci stanno pensando

Se i mercati ignorano il cambiamento climatico -(Rinnovabili.it) – I mercati finanziari ignorano gli impatti del cambiamento climatico, ma lo fanno a loro rischio e pericolo. La mancanza di investimenti per la protezione dagli effetti più catastrofici del riscaldamento globale da parte delle aziende, secondo gli esperti di finanza climatica è un problema non secondario.

La maggior parte delle compagnie non riesce a proteggere i propri asset e le proprie catene di distribuzione «perché non sono previste penali». È l’opinione di Samy Ben-Jaafar, director of private sector facility al Green Climate Fund, il fondo verde per il clima creato in seno all’ONU per raccogliere investimenti da parte dei Paesi “sviluppati” come aiuti climatici per quelli “in via di sviluppo”.

 

Le banche centrali e le agenzie di rating devono cominciare a darsi una mossa nel rendere obbligatori test dell’esposizione ai rischi del cambiamento climatico per  banche e società: «Nessuno – ha criticato Ben-Jafaar – sta dicendo ai responsabili finanziari e a chi gestisce il rischio in queste aziende, di prestare attenzione al tema, che dunque viene ignorato».

Il mese scorso, Standard & Poor’s ha dichiarato che la prospettiva di eventi climatici più frequenti e gravi dovrebbe portare le società informatiche a rivelare la loro esposizione alle catastrofi naturali più rilevanti per il rilascio dei credit rating in futuro. Si tratta di punteggi rilasciati al termine di valutazioni – condotte dalle agenzie come S&P – della capacità di rimborsare un debito e del rischio di inadempienza di una azienda.

 

Se i mercati ignorano il cambiamento climatico

 

Dal 2005 ad oggi, solo una sessantina su 6.300 declassamenti dei rating sono stati motivati principalmente o materialmente con l’esposizione a tempeste tropicali, inondazioni, siccità o terremoti.

Ma questo tipo di downgrade potrebbe diventare più diffuso, ha messo in guardia Standard & Poor’s parlando alla Reuters. L’agenzia ha ammesso che i settori dei prodotti energetici e di consumo sono più a rischio con il climate change.

Nonostante questi segnali di cambiamento, Ben-Jaafar ritiene che la mancanza di interesse per il rischio climatico nei corridoi di banche centrali agenzie di rating, finora, ha fatto sì che le aziende impegnate a proteggersi non venissero premiate.

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