• Articolo Bruxelles, 28 aprile 2016
  • 105 milioni di tonnellate gratis in eccesso

    Mercato del carbonio falsato per la Corte di Giustizia Ue

  • Troppe quote di CO2 regalate ai grandi inquinatori che sfruttano il mercato del carbonio per arricchirsi. Ora la Commissione Ue deve porre rimedio

Mercato del carbonio falsato per la Corte di Giustizia Ue

 

(Rinnovabili.it) – Troppi regali ai grandi inquinatori. È questo il verdetto della Corte europea di Giustizia, che ha intimato alla Commissione Ue di ricalcolare le quote gratuite assegnate all’industria pesante fino al 2020 all’interno del mercato del carbonio.

I risultati di questa sentenza si trasformeranno in costi maggiori per le imprese più inquinanti, che finora hanno potuto ritardare la transizione energetica grazie alla grande quantità di quote di CO2 gratuite offerte da Bruxelles. Il principio “chi inquina paga” non è stato rispettato, anzi. Le regalìe della Commissione europea venivano ricaricate sui consumatori senza motivo dalle aziende, che hanno sostanzialmente guadagnato miliardi da questo sistema colabrodo senza muovere un passo verso la decarbonizzazione.

 

Il palazzo della Corte di Giusizia

Il palazzo della Corte europea di Giusizia

La Corte di Giustizia ha ordinato un ricalcolo delle assegnazioni previste per la fase 3, mettendo una pietra sul passato. Da questa quota tranche di quote gratuite dovranno essere tagliati 105 milioni di tonnellate di CO2 equivalente già assegnati, pari all’1,6% del totale 2013-2020 (6,6 miliardi). Questo quantitativo dovrà essere messo all’asta, mentre dovrà essere rivisto anche il metodo di attribuzione. Fino ad oggi, infatti, la Commissione europea avrebbe utilizzato un sistema di calcolo non valido, che portava a sovrastimare i quantitativi regalati. Ora l’esecutivo europeo ha 10 mesi per stabilire un nuovo importo, che non inciderà su quanto già assegnato fino ad oggi.

La sentenza, sebbene non incida sensibilmente su un mercato del carbonio che non risponde alle aspettative, è uno schiaffo in faccia ad aziende come Borealis, Dow Chemical ed Esso, che avevano sollevato il caso contro la Commissione europea, sostenendo di aver ricevuto un numero di quote gratuite inferiori a quanto gli spettava.

Bas Eickhout, eurodeputato olandese che coordina il gruppo dei Verdi, ha comunque esultato: «Questa sentenza deve servire come “colpo di avvertimento” per chi preme per un eccesso di quote da regalare. La corte ha chiarito che il tetto deve essere coerente con l’obiettivo fondamentale del sistema ETS: ridurre le emissioni di gas serra».

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