• Articolo Washington, 30 giugno 2016
  • Dopo l'impegno preso alla COP21

    Il 2050 sarà a energia zero: la scommessa del Green Building Council

  • Annunciata la nuova strategia che taglierà 84 gigatonnellate di CO2 nei prossimi 35 anni: tra i paesi pilota del progetto anche India e Brasile

Il 2050 sarà a energia zero: la scommessa del Green Building Council

 

(Rinnovabili.it) – Entro il 2030 tutti gli edifici di nuova costruzione e quelli che subiscono gli interventi più profondi di restauro dovranno essere a energia zero. Al giro di boa del 2050 il 100% degli immobili dovrà essere net zero. È l’ambizioso obiettivo che si è posto il Green Building Council (GBC), organo globale con sezioni in 74 paesi al mondo e punto di riferimento mondiale per la bioarchitettura. La nuova strategia è stata pensata per supportare l’accordo sul clima di Parigi dello scorso dicembre e per contrastare i cambiamenti climatici.

La proposta prende il nome di Advancing Net Zero ed è rivolta in particolare a tutte quelle sezioni del GBC che operano nei paesi dove ci sono le più alte stime di crescita del comparto edilizio, per rendere operative anche in quei contesti le certificazioni di struttura a energia zero. Per quanto è dato sapere fino ad ora, i primi 8 GBC nazionali che aderiscono all’iniziativa sono quelli di Australia, Brasile, Canada, Germania, India, Olanda, Sudafrica e Svezia. È ovviamente possibile, oltre che auspicabile, che la lista si allunghi.

 

La proposta traduce in pratica l’impegno, preso in occasione della COP21 da parte delle 27mila aziende partner del GBC, di ridurre le emissioni di CO2 imputabili al settore edilizio di 84 gigatonnellate entro il 2050. Queste le linee guida generali. I GBC nazionali sviluppano un piano d’azione con lo scopo di lanciare una certificazione nazionale per gli edifici a energia zero (anche rendendo più stringenti i criteri di valutazione di protocolli già esistenti). Oltre a ciò, si impegnano a fornire aggiornamento e assistenza ai professionisti del settore in modo da raggiungere, a livello globale, 75mila professionisti formati in materia nel 2030 e 300mila entro il 2050.

La speranza è che queste iniziative locali spingano i governi a raccogliere la sfida e a modificare la legislazione in modo da favorire la diffusione di edifici a energia zero.

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