• Articolo Athens, 18 maggio 2016
  • Da una ricerca dell'Università della Georgia

    L’acquaponico è più efficiente con il feedback biologico

  • La fluorescenza della clorofilla e il tasso di trasporto degli elettroni sono usati come indicatori di “efficienza” delle piante. Così si può regolare in tempo reale la quantità di luce a LED da fornire

acquaponica

 

(Rinnovabili.it) – I vantaggi di tecniche di coltivazione come l’acquaponica sono celebrati all’unanimità. L’acqua usata dal sistema – tipicamente una fattoria verticale – è solo una frazione minima di quella necessaria per irrigare campi di pari estensione. Il ciclo produttivo è al riparo dalle bizze del clima e nonostante tutto l’illuminazione a LED permette di mantenere ragionevolmente bassi i consumi di energia. Ciò non vuol dire che non si possa migliorare l’efficienza di questi sistemi. Una ricerca dell’Università della Georgia fa un passo avanti in questa direzione.

 

acquaponicaI ricercatori sono riusciti a sviluppare e a testare con successo un sistema di riscontri biologici in tempo reale per ottimizzare la quantità di luce fornita ai vegetali coltivati. In pratica lo si potrebbe definire un bio-feedback. Un nuovo modo di parlare con le piante o, piuttosto, una nostra capacità migliorata di ascoltarle.

Come funziona? Tutto si basa sulle prestazioni delle piante a livello fisiologico. “Controllare l’intensità della luce in base all’abilità di una pianta di usarla in modo efficiente – spiegano i ricercatori – potrebbe ridurre in modo sostanziale i costi derivanti dagli impianti di illuminazione a LED e contribuire a rendere questo tipo di agricoltura più redditizia anche su larga scala”. Al di là dei profitti economici, in ballo ci sarebbe quindi anche meno consumo di suolo.

 

Gli esperimenti si sono basati su lattuga e patate dolci e una fonte di luce rappresentata da un LED da 400W. Le prestazioni delle piante sono state misurate grazie alla fluorescenza della clorofilla. I dati raccolti però erano ancora inutilizzabili perché difficili da mettere a sistema.

Così i ricercatori li hanno analizzati per costruire un indicatore affidabile della fotosintesi, che si appoggia al tasso di trasporto degli elettroni (ETR). A questo punto il gioco è fatto: si stabilisce il valore desiderato dell’ETR e il sistema di biomonitoraggio comunica i dati in tempo reale. In funzione di tali dati viene compiuto il passo successivo, con la regolazione automatica della quantità di luce fornita.

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