• Articolo Parigi, 11 maggio 2018
  • Agrocité, la rigenerazione urbana tra ecologia e agricoltura

  • A Gennevilliers, banlieu a Nord di Parigi, arriva la fattoria urbana che accoglie orti, pollai, laboratori di compostaggio e apicoltura e rilancia la sostenibilità ambientale a 360 gradi

rigenerazione urbana

Agrocité, Colombine, Atelier Architecture Autogeree

Il progetto di rigenerazione urbana fa parte di R-Urban che propone una “strategia di ecologia urbana partecipativa”

(Rinnovabili.it) – A Gennevilliers, banlieu a Nord di Parigi nasce l’Agrocité, la fattoria urbana che accoglie giardini, orti, pollai e laboratori dove imparare l’arte del compostaggio o l’apicoltura. Uno spazio aperto a tutti che permette di riavvicinarsi al mondo naturale curiosando tra le tecniche dell’autoproduzione legate all’agricoltura, ma non solo. Si tratta di un progetto del collettivo francese Atelier d’Architecture Autogérée (AAA) che, dopo essere stato sfrattato dalla città di Colombes nel febbraio 2017 per far posto ad un parcheggio, ha ora ripreso vita traslocando in questa cittadina parigina, nota per le forti le tensioni sociali e gli episodi di criminalità.

 

Dall’agricoltura alla cucina – Un progetto di rigenerazione urbana che prevede spazi culturali e pedagogici pronti ad accogliere cittadini e scuole, in grado di spaziare dall’ambito della produzione di energia rinnovabile da pannelli solari, il riuso di acqua piovana, tecniche legate all’allevamento e alla coltivazione di frutta e verdura. Un punto di incontro che ha al centro l’ambiente ma il cui programma di iniziative comprende anche corsi di cucina, o di maglieria. Aperto dal martedì al sabato, dalle 11 alle 20, lo spazio accoglierà non solo giardini e orti coltivabili ma anche corsi di formazione di diverso genere. Si va dal giardino dove coltivare verdure a a km 0 ai laboratori che ospitano veri e propri corsi di formazione professionale sulla fitodepurazione (il sistema di depurazione naturale delle acque reflue domestiche e agricole), la coltivazione idroponica (la tecnica di coltivazione “fuori suolo”, dove la terra è sostituita da un substrato artificiale come argilla, o fiba lana di roccia, o perlite), la permacultura, che permette di applicare metodologie e pratiche ecologiche ai sistemi produttivi agricoli. “Dobbiamo agire a livello locale. L’Agrocité, come a Bagneux (ndr.dove i cittadini riuniti ne “LE CRAC”, Collettivo di risorse alternative e cittadine, ha creato una realtà simile) cambierà gradualmente il nostro modo di vita. Il cambiamento è a portata di mano”, assicura Constantin Petcou, presidente dell’Atelier d’Architecture Autogérée (AAA). “Sta a noi essere coinvolti. Il denaro è stato investito ora servono risultati e qualità”.

 

R-Urban, modello civico e sostenibile – L’Agrocité fa parte dell’inziativa R-Urban (che sta per Résilience Urbaine) che propone una “strategia di ecologia urbana partecipativa”, che coinvolga i cittadini sensibilizzandoli sul tema del riscaldamento globale. Un percorso che si basa sull’ecologia applicata alla vita quotidiana, pensando a progetti che coinvolgono l’economia locale, le energie alternative e l’agricoltura biologica. Tanto che più che un progetto ambientale o sociale si è parlato di un progetto politico, un modello innovativo di resilienza civica che punta a coinvolgere i cittadini e il territorio. Proprio per l’impegno in tema di sostenibilità R-Urban, che ha ricevuto il sostegno della Commissione europea nell’ambito del programma Life+, ha ricevuto numerosi premi ed è stato vincitore del “100 global projects for the Climate” supportata dalla COP21, la Conferenza sui Cambiamenti Climatici tenutasi a Parigi nel 2015 e nel 2017 dell’ “Innovation in politics Awards” all’interno della categoria Ecologia.

Ecologia e architettura – Tra gli ultimi progetti dell’Atelier d’Architecture Autogérée (AAA) c’è quello del WikiVillage Factory, che vedrà la luce nel 2020 sui resti di un parcheggio ora in via di demolizione nel quartiere popolare parigino di Saint-Blase, nel XX arrondisement. Presentato dagli ideatori come il “Quartier generale della città resiliente”, questo edificio sarà un “catalizzatore di pratiche innovative in tema di economia circolare, agricoltura urbana e transazione energetica”, spiega Constantin Petcou, di AAA. Un luogo che sarà realizzato in parteneariato con numerosissime realtà REI France, La NEF, Etic, Groupe SOS, Enercoop, Biocoop, Terre de Liens, Jardins de Cocagne, Habitat Solidaire, Le 6B, Etamine, Oregon, EcoDesign FabLab, Macogep (CA) et MIT (USA). La WikiVillage Factory prevede cinque piani e 7500 metri quadri divisi tra i sei hub che prenderanno casa qui. Il tutto con elementi all’insegna della sostenibilità: legno da filiera corta, pannelli solari, sistema di riciclo in tutti i piani, piccoli orti all’interno dell’edificio e sul tetto. Ci sarà spazio per un mercato locale, un ristorante, una cooperativa, e botteghe di artisti così come per un Fab lab, per artigiani e designer di stampanti 3D e per un laboratorio di ricerca con una squadra del MIT di Boston e dell’università di Sheffield in Gran Bretagna.

WikiVillage Factory, Parigi, Architectes AAA

WikiVillage Factory, Parigi, Architectes AAA

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