• Articolo Parigi, 17 febbraio 2016
  • Il progetto del collettivo francese ABF-lab

    Agro-main-ville, la torre di orti urbani che sfama la banlieue

  • Negli 8 piani grandi terrazzi ospitano fattorie verticali a illuminazione esclusivamente naturale. La torre è uno spazio pubblico e un esempio per biodiversità, compostaggio, economia circolare

Agro-main-ville, la torre di orti urbani che sfama la banlieue

 

(Rinnovabili.it) – Romainville è un sobborgo di Parigi, appena oltre il grande boulevard Periphérique in direzione di Bobigny. Condomini incastrati tra rampe dell’autostrada e snodi ferroviari. E ora una torre di orti urbani di 8 piani. L’ha progettata il collettivo di architetti parigini ABF-lab su un’area di 2.000 mq, per un costo totale di 3,4 milioni di euro. L’idea è articolata: uno spazio pubblico dove l’intento pedagogico e sociale si mescola all’attenzione per la sostenibilità, dal ciclo di produzione degli alimenti all’efficienza energetica della struttura.

Agro-main-ville, la torre di orti urbani che sfama la banlieue

 

La torre si presenterà con 7 grandi terrazzi, più una grande serra posta sulla sommità. La forma è disegnata in funzione degli orti. La volumetria è ottimizzata affinché i bancali che ospitano le piante possano ricevere la maggior quantità di luce naturale possibile e quindi abbiano una produttività maggiore. Tuttavia, la struttura è pensata anche per essere flessibile, cioè per poter essere riconfigurata in parte o del tutto con una destinazione d’uso differente dall’agricoltura urbana.

 

Affinché l’orto desse il meglio di sé e facesse crescere alimenti di qualità – spiegano gli architetti – è evidente e fondamentale che dovevamo orientare l’insieme delle coltivazioni verso il sole. Perciò abbiamo accettato la sfida di non utilizzare alcuna illuminazione artificiale per gli orti, che possono comunque ospitare la massima biodiversità possibile

 

La sostenibilità ambientale e sociale degli orti urbani

Agro-main-ville, la torre di orti urbani che sfama la banlieueDal punto di vista architettonico, la torre sfrutta una serie di accorgimenti per la raccolta dell’acqua piovana e la ventilazione naturale di tutti e 8 i piani, studiata in modo da favorire la crescita delle piante e allo stesso tempo – vista la posizione in piena area metropolitana fortemente urbanizzata – contrastare l’isola di calore. Inoltre la struttura è dotata di uno spazio dedicato al compostaggio on-site, dove finiscono non soltanto gli scarti delle fattorie verticali dell’edificio ma anche i rifiuti organici della popolazione.

La torre, infatti, è progettata per integrarsi con Romainville e il suo tessuto sociale. Produzione di cibo a km zero, preservazione della biodiversità, implementazione di forme di economia circolare, giardini urbani nei punti di raccordo tra i piani della torre: tutto a disposizione dei cittadini, che possono entrare e uscire liberamente dalla struttura. Inoltre la versatilità dell’edificio permette di sviluppare progetti ad hoc insieme alle associazioni presenti sul territorio. L’intento pedagogico va quindi in direzione di una maggior consapevolezza e responsabilità ambientale, anche a scala urbana.

2 Commenti

  1. Martinez
    Posted febbraio 17, 2016 at 4:58 pm

    Bellissima !

  2. Claudio Fogazza
    Posted febbraio 19, 2016 at 7:55 am

    la torre può essere polivalente – con coltivazioni in terra, idroponica e aeroponica – sperimentando sistemi agricoli utili per ambienti diversi : città, savana, deserto, aree polari, spazio, luna, marte –

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