• Articolo Chernobyl, 1 aprile 2015
  • Trai i progetti vincitori di eVolo 2015

    Aurora in Chernobyl: il grattacielo che assorbe le radiazioni

  • Unexpected Aurora in Chernobyl è il grattacielo che trasforma le radiazioni in luce, bonifica la zona della catastrofe del 1986 e dà una casa a chi vuole tornare

Aurora in Cernobyl: il grattacielo che assorbe le radiazioni

 

(Rinnovabili.it) – Nella competizione eVolo 2015 per le architetture verticali più innovative ed intelligenti del mondo, una menzione d’onore è stata assegnata agli architetti Zhang Zehua, Song Qiang e Liu Yameng, che hanno progettato un grattacielo di nome Unexpected Aurora in Chernobyl, che si illumina assorbendo le radiazioni nucleari.

Dopo la catastrofe del 26 Aprile del 1986, circa 7 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare la loro casa in fretta, senza il tempo di razionalizzare cosa stava succedendo, né di salutare per l’ultima volta i luoghi in cui sono cresciuti.

Oggi molti di loro tornano in Ucraina, nella città natale, anche se i livelli delle radiazioni sono ancora troppo alti. Infatti il livello normale è di circa 20 msv mentre a Chernobyl secondo le autorità si registrano ancora 744 msv e ci vorranno circa 60 anni per riportare il luogo della catastrofe entro i limiti di sicurezza.

 

Aurora in Cernobyl: il grattacielo che assorbe le radiazioniIl grattacielo Aurora vuole dare una casa sicura a tutti coloro che desiderano tornare ad abitare a Chernobyl e migliorare la qualità dell’aria e dell’acqua grazie alla capacità di assorbire le radiazione e trasformarle in fotoluminescenza. “Quando il grattacielo smetterà di brillare, vorrà dire che la città è di nuovo sicura e che una nuova era è appena iniziata.” Spiegano gli architetti.

 

Il rivestimento “assorbente” si compone di quattro strati:

  • Surface layer: serve a proteggere gli strati interni
  • Fluorescent plate: serve ad assorbire la radiazione e a trasformarla in luce
  • Structural Layer: serve da strato resistente a cui agganciare gli strati superficiali
  • Bottom plate: anche questo serve da protezione

 

Quando gli elettroni migrano tra zone a differenti livelli di energia, il rivestimento li assorbe e trasforma la radiazione nucleare in luce e dato che la concentrazione di radiazioni è differente ai diversi livelli di altezza dal terreno si crea una luce maggiore in alcuni punti che ricorda il fenomeno dell’aurora.

Il grattacielo pensato come un “giardino dell’Eden” sicuro in una zona molto pericolosa, offre alla popolazione ucraina spazi commerciali, residenziali, lavorativi, scuole e parchi interni per salvare gli animali. Alla base dell’enorme edificio un museo delle rovine mostrerà cose rimane della vecchia Chernobyl, per non dimenticare la tragedia del 1986.

Gli architetti cinesi propongono di integrare nell’enorme struttura sistemi meccanici per purificare aria ed acqua mentre pannelli solari fotovoltaici provvederanno a fornire energia pulita all’Aurora Skyscraper.

 

Aurora in Cernobyl: il grattacielo che assorbe le radiazioni

3 Commenti

  1. Ivan Fontanesi
    Posted aprile 26, 2015 at 6:11 pm

    Questa è una scoperta eccezionale. Risanare l’ambiente radioattivo e renderlo compatibile con la sopravvivenza dell’uomo, sopravvivenza limitata alle condizioni ambientali che lo circonda: temperatura, radiazioni, pressione ecc., è fantastico. La sperimentazione, che deve dare risultati sicuri, che da la sicurezza della vita dell’uomo nei luoghi natii è una cosa fantastica per gli abitanti di Cernobil (perdonatemi se scrivo come si pronuncia in Italiano).
    Ivan

  2. Davide
    Posted aprile 29, 2015 at 12:06 pm

    Progetto sicuramente interessante sotto il profilo concettuale e sperimentale. Se realizzato il grattacielo offrirà sicuramente condizioni di vita ottimali al suo interno. Un po’ meno piacevole per i suoi inquilini sarà passeggiare per le vie di un città fantasma protetti da una tuta antiradiazioni… A meno che non si preveda di allorgiarvi gli operai ancora impegnati nelle operazioni di bonifica.

  3. angelo
    Posted aprile 29, 2015 at 5:10 pm

    tutto bello, ma bisogna poi vedere se sia davvero realizzabile…e lì (di solito) casca l’asino-architetto

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