• Articolo Londra, 25 ottobre 2013
  • Il progetto dovrebbe essere completato entro il 2016

    Anche Gehry e Foster protagonisti della riqualificazione di Battersea

  • Dopo l’avvio dei lavori per la prima fase della riqualificazione dell’ex centrale elettrica Battersea, ecco i nomi delle due archistar che progetteranno la terza fase dell’ecoquartiere londinese.

Battersea(Rinnovabili.it) – Saranno i due archistar Gehry e Foster + Partners a progettare la terza fase della maxi riqualificazione londinese Battersea Power Station, parte integrante di Nine Elms, la più grande trasformazione mai sostenuta dalla città di Londra.

Dopo l’avvio ufficiale della prima parte dei lavori, ecco l’annuncio che a progettare la terza fase dei 12,9 mld di dollari di progetto, saranno presenti anche le due archistar  Gehry e Foster + Partners.

Collocata lungo la sponda sud del Tamigi, l’ex centrale di Battersea è ormai diventata un’icona della capitale britannica, per troppo tempo abbandonata a se stessa e priva di un vero progetto di riqualificazione.

Dopo l’intervento di un gruppo finanziario malese, il progetto di riqualificazione ha preso finalmente il via, affidando all’architetto Rafael Viñoly il compito di progettare il masterplan del nuovo ecoquartiere che comprenderà nuovi uffici, hotel, servizi, parchi, centri commerciali ed ovviamente 3.400 nuove residenze, 500 delle quali destinate ad edilizia sociale.

Grande attenzione verrà riservata agli aspetti ambientali ed all’efficienza energetica delle strutture, che svilupperanno innovazioni tecnologiche e sistemi all’avanguardia  per raggiungere l’ambito obiettivo delle “zero emissioni“, grazie all’esclusivo impiego di energia rinnovabile.

Il progetto per la terza fase di Battersea Power Station comprenderà la realizzazione di un nuovo quartiere residenziale, metà costruito da Gehry e metà da Foster + Partners, di una via commerciale diretta verso il centro della città e di una nuova fermata della metropolitana.

Lo scopo sarà unicamente quello di creare un quartiere dove la qualità della vita sia al primo posto, inserendolo all’interno del tessuto cittadino senza generare conflitti.