• Articolo Venezia, 21 giugno 2016
  • Una soluzione resiliente per le comunità costiere

    Biennale di Venezia: trivelle contro i cambiamenti climatici

  • Le sue “gambe” sfruttano la tecnologia delle piattaforme offshore per rispondere all’innalzamento del livello dei mari, all’erosione costiera e alla subsidenza

Biennale di Venezia: trivelle contro i cambiamenti climatici

 

(Rinnovabili.it) – Mentre a Ravenna le trivelle si fermano una dopo l’altra per la crisi del settore, pochi chilometri più su, a Venezia, qualcuno le usa per combattere i cambiamenti climatici. La strana alleanza tra estrazioni petrolifere e greenbuilding è approdata alla Biennale di Venezia grazie allo studio Terry & Terry Architecture, che ha disegnato Tidal House: una casa galleggiante per combattere l’innalzamento del livello dei mari.

L’analogia fra trivelle offshore e architettura galleggiante non è solo di facciata. La Tidal House presentata durante il Collateral Event “Tempo Spazio Esistenza” a Palazzo Mora, infatti, si basa sulla stessa tecnologia impiegata nelle piattaforme. È dotata di “gambe” che possono essere allungate e accorciate a piacimento tramite un sistema di ingranaggi meccanici, garantendo anche la stabilità necessaria alla struttura. In questo modo, benché poggi sul fondale, è in grado di restare sempre a galla e fornire una risposta resiliente ai cambiamenti climatici e a fenomeni collegati come, ad esempio, la subsidenza e l’erosione della fascia costiera. Inoltre è possibile spostarla facilmente verso altri tratti di costa.

 

Biennale di Venezia: trivelle contro i cambiamenti climaticiSempre in tema di resilienza, il prototipo concettuale disegnato da Terry & Terry per la Biennale di Venezia ha un’aerodinamica particolarmente curata. La sua forma sferica le permette di resistere anche a venti di forte intensità e la rende quindi adatta anche a quelle zone costiere particolarmente soggette a fenomeni atmosferici distruttivi.

Ogni unità è poi dotata di moduli fotovoltaici che ne garantiscono l’autosufficienza energetica e può essere combinata con altre, tramite ponteggi galleggianti, in modo da costituire delle intere comunità costiere in grado di adeguarsi con facilità ai mutamenti demografici.

Il progetto è stato pensato per la baia di San Francisco e ispirato alla sua storia geologica: un tempo era terra emersa, ma il processo innescato lungo un arco di 10 mila anni al termine dell’era glaciale l’ha sommersa. “Oggi, cambiamenti climatici ben più repentini causano diversi disastri naturali e con maggiore frequenza in tutto il mondo – spiegano gli architetti – Così le regioni costiere come la baia di San Francisco sono particolarmente soggette a questi effetti”.

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