• Articolo Los Angeles, 8 febbraio 2016
  • Dal City Lab dell'UCLA

    Bi(h)ome, la mini casa low-cost a basso impatto ambientale

  • L’abitazione accessoria è quasi del tutto riciclabile e grazie all’involucro di ETFE ha un impatto ambientale fino a 100 volte più basso delle unità omologhe.

Bi(h)ome, la mini casa low-cost a basso impatto ambientale

 

(Rinnovabili.it) – Al primo sguardo può sembrare una semplice serra. In realtà Bi(h)ome, progettata dal City Lab della University of California Los Angeles, è una mini casa studiata per rispondere all’emergenza abitativa che colpisce l’immensa metropoli degli Stati Uniti. Però a una serra ci assomiglia davvero. Sia per la collocazione nel cortile, dato che è un’abitazione accessoria ed è stata disegnata per ospitare parenti o per essere data in affitto, sia per via dello speciale involucro che la ricopre.

Questo involucro è anche una delle caratteristiche più interessanti di Bi(h)ome. La struttura in sé è composta da un’intelaiatura tubolare in acciaio e un muro portante in legno. La copertura è invece una pelle – che i designer dello studio Kevin Daly che hanno partecipato al progetto definiscono “eccezionalmente solida benché leggera” – composta da due strati sovrapposti e traslucidi di ETFE, sigla che sta per etilene tetrafluoroetilene. Si tratta di un tipo di plastica basato su un polimero fluorato che risulta resistente alla corrosione degli agenti atmosferici e ha una resistenza maggiore del vetro, oltre ad avere costi di produzione incomparabilmente più bassi. I due strati di ETFE sigillano sotto vuoto al loro interno uno terzo strato composto da una miriade di cilindri di carta disposti a nido d’ape.

 

La sostenibilità della mini casa Bi(h)ome

Bi(h)ome, la mini casa low-cost a basso impatto ambientaleL’involucro di ETFE ha come funzione principale quella di regolare la quantità di luce che filtra all’interno della mini casa. Funzione svolta sia dalle curvature dei cilindri, sia dall’angolazione di tetto e pareti. Considerando il moto del sole nelle varie stagioni nel punto esatto in cui si va a collocare l’unità abitativa, infatti, è possibile modificare a piacimento la struttura. Così i raggi invernali entrano perpendicolarmente massimizzando luce e calore in tutti i 46 metri quadri di spazio interno, mentre quelli estivi vengono in parte riflessi. La composizione multistrato dell’involucro permette inoltre di installare celle fotovoltaiche nello strato superiore esterno, mentre quello rivolto verso l’interno può alloggiare lampade a led.

Bi(h)ome non ha bisogno di fondazioni, viene semplicemente ancorato al terreno. È necessario l’allacciamento alla rete idrica, ma non a quella fognaria perché è dotato di toilette compostante. Vista la collocazione nel cortile di altre abitazioni, i progettisti hanno previsto la possibilità di trasformare una delle pareti in un giardino verticale e di aggiungere altre strutture modulari di piccole dimensioni in grado di ospitare la fauna urbana come pipistrelli e varie specie di uccelli. Considerando l’insieme delle caratteristiche della Bi(h)ome, l’impatto ambientale è da 10 a 100 volte più basso di quello di un’unità abitativa accessoria standard, mentre la quasi totale riciclabilità dei materiali impiegati, la facilità di assemblaggio e i bassi costi di produzione permettono di commercializzarla in leasing invece di passare attraverso il sistema dei mutui.

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