• Articolo Londra, 5 febbraio 2016
  • L’installazione nel cortile del Victoria and Albert Museum

    Biomimesi, il “Filamento di elitra” segue i cambiamenti climatici

  • Il padiglione imita le elitre dei coleotteri con una struttura di fibre di carbonio intrecciate prodotte da un braccio robotico, che interviene quando cambiano luce e temperatura

Biomimesi, il “Filamento di elitra” segue i cambiamenti climatici

 

(Rinnovabili.it) – Se quello che distingue gli esseri viventi è la capacità di adattarsi ai cambiamenti, allora anche l’architettura basata sulla biomimesi deve seguire questa strada. È da questo punto di partenza che l’architetto Achim Menges ha ideato un padiglione che sarà collocato nel cortile del famosissimo Victoria and Albert Museum di Londra, a due passi da Hyde Park.

L’installazione unisce la biomimesi alle tecnologie emergenti nel campo della robotica applicate al design, per creare un padiglione in grado di modificare nel tempo la propria struttura. Menges ha lavorato a questo progetto insieme all’ingegnere strutturale Jan Knippers e all’ingegnere del clima Thomas Auer.

padiglione1Lo spunto viene dalle strutture tipiche delle ali dei coleotteri, le elitre. Il padiglione, ribattezzato “Filamento di elitra”, consiste in una copertura ondulata composta di fibre di carbonio disposte secondo uno stretto intreccio. Per realizzarlo verrà impiegato un braccio robotico che lo “filerà” direttamente sul posto.

 

“Costruito interamente con sistemi fibrosi prodotti dai robot – afferma Menges, che è anche il fondatore dell’Istituto per il Design Computazionale presso l’Università di Stoccarda –  il padiglione caratterizzerà l’esperienza del visitatore del cortile del museo fornendo uno spazio differenziato e in evoluzione. La sua intricata copertura filamentosa è allo stesso tempo un involucro architettonico, una struttura in grado di sostenere determinati pesi e un filtro ambientale, che si estenderà e trasformerà con il tempo”

 

Come avviene questa trasformazione? In diversi punti del padiglione verranno posizionati dei sensori. I dati raccolti dagli strumenti forniranno un quadro generale dell’evoluzione del clima e delle principali caratteristiche ambientali. Ad esempio saranno in grado di percepire la maggiore o minore quantità di luce, le variazioni di temperatura e le differenze tra una zona e l’altra del cortile. In risposta ai cambiamenti entreranno di nuovo in funzione i robot, che provvederanno a modificare, espandere e migliorare di conseguenza la struttura in fibra di carbonio del padiglione. Tutto ciò sotto gli occhi dei visitatori del museo, che potranno assistere alla trasformazione in tempo reale del padiglione.

Un Commento

  1. gabriella trani
    Posted febbraio 5, 2016 at 7:12 pm

    sorprendente e geniale idea….mi ricorda lo zucchero filato. andremo a vederlo a LONDRA, con la speranza di una realizzazione in italia. mi chiedo come risulterebbe una simile struttura nella tuscia viterbese dove vivo, nei giorni in cui la nebbia ha una visibilità tanto ridotta, se isola come una tettoia impermeabile o se si trasforma proprio come uno zucchero filato in una nebbiolina che posso mangiare!! auguri e complimenti agli inventori e ai realizzatori. grazie per le vostre notizie.

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