• Articolo Stoccarda, 5 maggio 2016
  • L’opera di architetti, ingegneri e biologi di Stoccarda

    Biomimesi, il padiglione copia i ricci di mare

  • Il modello è il “dollaro della sabbia”, il cui guscio è formato da più strati uniti a incastro e da elementi fibrosi, che il padiglione imita con legno lamellare e cuciture industriali per distribuire le forze tensili

Biomimesi, il padiglione copia i ricci di mare

 

(Rinnovabili.it) – Architetti, designer, ingegneri e biologi. Tante competenze diverse per il team dell’Università di Stoccarda che ha realizzato questo padiglione che imita l’anatomia dei ricci di mare. E abbina il design computazionale alla biomimesi, la sperimentazione di nuovi processi di lavorazione alla programmazione dei robot che li eseguono.

I lavori sono stati coordinati da Achim Menges dell’Institute for Computational Design e Jan Knippers dell’Institute of Building Structures and Structural Design. Il padiglione è un guscio segmentato e cavo all’interno, fatto di componenti di compensato di faggio modellato e laminato, assemblati tramite cuciture industriali. Il team sostiene che il loro lavoro abbia il primato nell’applicare questo tipo di cuciture a progetti su scala architettonica.

 

Biomimesi, il padiglione copia i ricci di mareIl punto di partenza è stata l’accurata ricerca, nell’ambito della biomimesi, sulla formazione dei gusci nel mondo animale. La loro attenzione si è focalizzata sul Dendraster excentricus, più noto col nome di “dollaro della sabbia”, cioè una specie di riccio di mare dalla forma fortemente appiattita e bucherellata, per comprendere come questa struttura naturale potesse essere riprodotta e applicata in una costruzione architettonica.

Da qui la scelta dei materiali e del processo di lavorazione e assemblaggio. Dell’intero processo si sono occupati robot appositamente programmati, che hanno piegato fogli di compensato di faggio per dar forma a segmenti a doppio strato.

Quindi viene applicata una cucitura industriale che lega insieme gli strati e allo stesso tempo assembla i diversi componenti. È proprio tramite la cucitura che il team è riuscito a trasferire le forze tensili tra i componenti, imitando così le connessioni fibrose che avevano osservato nei dollari della sabbia.

 

“I gusci di calcite di alcuni ricci di mare – commentano dal team – sono connessi attraverso elementi fibrosi oltre a quelli ad incastro. L’ipotesi è che questa connessione a più materiali svolga un ruolo importante nel mantenere integro il guscio del riccio di mare durante la crescita e l’esposizione a forze esterne”.

Il padiglione è composto da 151 elementi di legno di diverse dimensioni (da 0,5 a 1,5 m di diametro), misura 9 m di lunghezza in totale per 780 kg.

 

Biomimesi, il padiglione copia i ricci di mare

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