• Articolo Tórshavn, 7 marzo 2016
  • Il progetto firmato dallo studio White Arkitekter

    La casa passiva delle Fær Øer finalista al Nordic Built Challenge

  • Cinque anelli composti da 24 o 28 moduli abitativi abbattono i consumi energetici e l’impronta ambientale con materiali locali, geotermia, fotovoltaico ed eolico

La casa passiva delle Fær Øer finalista al Nordic Built Challenge

 

(Rinnovabili.it) – È pensata per climi estremi come quello delle isole Fær Øer la casa passiva disegnata dallo studio di architettura White Arkitekter. Il loro progetto è tra i 4 finalisti del Nordic Built Challenge, una competizione che ha l’obiettivo di promuovere l’integrazione tra architettura sostenibile e il paesaggio dei paesi nordici, premiando soluzioni che possono trovare una reale applicazione su larga scala.

 

La casa passiva delle Fær Øer finalista al Nordic Built Challenge

 

 

Il progetto “The Eyes of Runavik” va in questa direzione proponendo un vero e proprio modello di paesaggio antropizzato, con alti standard di sostenibilità abbinati al rispetto dell’organizzazione tradizionale degli spazi abitativi. Gli “occhi” su cui fa perno il progetto sono moduli abitativi disposti ad anello che rispondono a due criteri fondamentali: ridurre al minimo i consumi energetici e adattarsi all’ambiente circostante. Sviluppati in collaborazione con lo studio d’ingegneria norvegese DIFK / Florian Kosche, hanno tra i loro punti di forza la possibilità di adattarsi a una varietà di terreni e tipologie climatiche differenti, benché il progetto presentato risponda in primo luogo alle specificità delle isole Fær Øer.

 

La casa passiva delle Fær Øer finalista al Nordic Built Challenge

 

Infatti è dall’agricoltura tradizionale di queste isole che l’intero progetto prende spunto. La terra è distinta in “hagi”, uno spazio esterno all’area abitativa destinato a pascolo durante la stagione estiva, e in “bøur”, la terra coltivata. Nella versione di White Arkitekter, è la struttura circolare creata dall’insieme dei moduli abitativi a tracciare questo confine. Lo spazio interno di ogni anello crea un microclima che favorisce la crescita delle coltivazioni, mentre quello esterno è pensato per il pascolo. La proposta prevede 5 anelli, ciascuno composto di 24 o 28 unità abitative, collocati ad almeno 30 m di distanza uno dall’altro.

 

Ad ogni anello il compito di abbattere i consumi energetici e l’impronta ambientale. Le unità abitative sono realizzate interamente con materiali sostenibili e disponibili localmente, come basalto e lana di pecora e rispettano i criteri di una casa passiva. L’energia necessaria viene prodotta da moduli fotovoltaici e mini eolico, mentre per il riscaldamento il progetto prevede l’installazione di impianti geotermici.

 

La casa passiva delle Fær Øer finalista al Nordic Built Challenge

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