• Articolo Chiang Mai, 10 febbraio 2016
  • Il complesso è energeticamente autosufficiente

    Case off grid, in Thailandia il più grande sistema a solare-idrogeno

  • Il sistema ha un’efficienza di oltre il 50% e sfrutta anche pareti verdi e un design studiato per favorire la ventilazione naturale e calibrare il guadagno di calore

phi suea1

 

(Rinnovabili.it) – Il nuovo sviluppo residenziale di Chiang Mai realizzato dalla CNX Construction segna una nuova tappa nell’housing off grid. Il progetto Phi Suea House nella città del nord-ovest della Thailandia batte il record con il sistema di alimentazione combinato a solare e idrogeno più grande al mondo. Con le sue performance garantisce l’accesso a energia pulita 24 ore al giorno e 365 giorni l’anno, a prescindere dalle condizioni atmosferiche.

Il complesso comprende diverse tipologie di edifici,  da quelli residenziali a laboratori a pensioni. Ciascuna struttura è attrezzata con pannelli solari e dispone di suoi propri convertitori per la corrente alternata. Tutta l’elettricità prodotta viene incanalata in un unico sistema di stoccaggio centralizzato, che poi la redistribuisce in base alla domanda reale ai diversi edifici. Nel suo complesso, il progetto include 86 kW di fotovoltaico, per una produzione giornaliera di 326,8 kWh: abbastanza per soddisfare il fabbisogno mensile del complesso, che ammonta a circa 6.000 kWh.

 

Case off grid, in Thailandia il più grande sistema a solare-idrogenoL’eccesso di energia prodotta durante il giorno è usato per scindere l’acqua in ossigeno e idrogeno e stoccare quest’ultimo per poi riconvertirlo in elettricità durante le ore notturne tramite fuel cell. L’efficienza di questo ciclo raggiunge il 50% e può contare sui vantaggi derivanti dall’impiego dell’idrogeno rispetto a batterie tradizionali, come una maggiore capacità di stoccaggio e l’assenza di sottoprodotti. Ad ogni modo, il complesso è attrezzato anche con due set di batterie tradizionali con funzioni di buffer e back up.

A queste prestazioni concorre anche un design energeticamente efficiente. Il progetto prevede largo uso di pareti verdi, accorgimenti per sfruttare la ventilazione naturale, orientamento degli edifici studiato per calibrare il guadagno di calore. Inoltre ogni edificio è dotato di un sistema per la raccolta dell’acqua piovana, che viene trattata on-site e riutilizzata anche per l’irrigazione.

 

4 Commenti

  1. Giuseppe Paoloni
    Posted marzo 16, 2016 at 10:31 am

    Molto interessante, potremmo pensare anche Noi ad una simile soluzione?
    A quanto ammonterebbe il costo per un impianto fotovoltaico esistente di 5Kwp?

    • Enrico Berbotto
      Posted aprile 28, 2016 at 2:08 am

      Egregio Signor Paoloni, come scrivevo a Marzo, questa tecnologia può avere una convenienza ( attualmente ) solo per impianti di grossa taglia in grado di massimizzare il recupero energetico ed abbattere contemporaneamente sia i costi di impianto che quelli connessi all’inevitabile manutenzione periodica. Infatti il rapporto potenza installata / costo di impianto non è lineare quindi ciò che spenderebbe per un impianto domestico da 5 KW non raddoppia su un impianto da 10 KW ma potrebbe essere una cifra inferiore al doppio, tanto inferiore quanto più sale nella potenza installata e questo è un innegabile vantaggio per i grandi utenti ma non certo per i piccoli come potrebbero essere le singole utenze domestiche. La sola parte fotovoltaica dovrebbe aggirarsi, in costi del solo materiale, intorno a 5000 euro ovvero circa 1 euro al Watt comprensivi di pannelli + inverter + cablaggio + eventuali protezioni LPS. Purtroppo però, questa è solo la parte di generazione per il consumo diurno alla quale andranno sommati i costi della parte di generazione notturna ( cella a combustibile + idrolizzatore + idruri ) che rappresenta un costo ancora insormontabile. Una cella a combustibile da 3 KW mi risulta che costi intorno ai 15000 euro mentre l’elettrolizzatore ne costa poco meno per cui siamo già a quasi 30000 euro. Vanno ancora sommati gli idruri ed i 5000 euro della parte fotovoltaica per arrivare a quasi 40000 euro per cui è chiaro che senza un vigoroso intervento di incentivi governativi sarà assai difficile che questo mercato decolli in Italia ( come in ogni altro paese del mondo ). Spero che qualcuno, leggendo queste righe, smentisca questa mia valutazione fatta “a spanne” ovvero grossolana, segnalandoci prezzi inferiori a quelli da me riportati. Le segnalo infine l’esistenza di complicazioni tecniche di accoppiamento fra la parte fotovoltaica e quella a celle combustibili, nello specifico occorre disporre di un inverter veramente centralizzato in grado di far dialogare in armonia le varie parti dell’impianto nell’arco delle 24 ore.

      Distinti Saluti

  2. Enrico Berbotto
    Posted marzo 16, 2016 at 1:12 pm

    L’idea di unire la tecnologia fotovoltaica a quella elettrochimica delle celle a combustibile non è poi così originale, gia nel 2012 i francesi hanno realizzato un impianto analogo ( ma su scala molto più grande ) in Corsica ( progetto Myrte ). Malgrado gli sforzi in ricerca e sviluppo condotta dai chimici, il problema maggiore è ancora rappresentato dallo stoccaggio dell’idrogeno anche se buoni risultati sono stati conseguiti con gli idruri metallici. Tuttavia questi idruri, e lo stesso elettrolizzatore e la cella a combustibile, hanno ancora prezzi proibitivi per i quali è difficile un ammortamento su piccola scala. I vantaggi della tecnologia sono però fantastici : produzione di energia pulita, ampia capacità di stoccaggio e disponibilità di un gas, quale l’idrogeno, utilizzabile per diverse applicazioni. L’impianto poi, nel suo complesso, consente un elevato rendimento energetico in quanto la parte di energia termica prodotta ( che in genere viene dispersa ) qui viene quasi completamente recuperata per il riscaldamento domestico grazie a celle combustibili di tipo PEFC.

  3. Cristian
    Posted dicembre 14, 2016 at 3:50 pm

    Buon pomeriggio, sono un appassionato di informatica e linguaggi di programmazione. In base al mio viaggio nel mondo , ho finalmente la riconoscienza di una possibilita’ di finanziamento europeo a Madrid in Spagna. Sto scrivendo il progetto adattato questa volta a questa citta’. Mi trovo gia’ quindi in Spagna. Il progetto che sto scrivendo comprende un piccolo datacenter con 6 armadi rack contenenti 9 server ognuno. 54 server quindi. Fatto il calcolo massimo , sotto sforzo e accesi tutti per 24 ore al giorno, mi risultano circa 86 Kw / ora. Potrebbe essere attuato questo sistema di solare-idrogeno, su Madrid ?

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