• Articolo Leiden, 25 marzo 2015
  • Un rifugio di 17 mq per 5 persone

    Case prefabbricate solari per le zone di conflitto

  • Ikea Fundation ha messo in produzione 10.000 case prefabbricate solari in laminato isolato termicamente da costruire nei territori colpiti da conflitti o catastrofi ambientali per combattere buio ed isolamento

Case prefabbricate solari per le zone di conflitto

 

(Rinnovabili.it) – L’Ikea ha messo in produzione 10.000 esemplari delle sue Flatpack, le case prefabbricate progettate per essere montate velocemente e dare un rifugio alle persone che hanno perso la propria dimora nelle zone di conflitto.

La Ikea Foundation del colosso svedese collabora con la United Nations Refugee Agency (UNHCR) per dare un aiuto concreto alle popolazioni in zone di guerra o che sono state colpite da disastri ambientali. Il prototipo sviluppato nel 2013 è stato testato su 40 famiglie in Etiopia ed Iraq ed ha finalmente raggiunto la produzione su vasta scala. Probabilmente già la prossima estate le prime Flatpack potranno essere montate nei territori che ne hanno bisogno.

 

“La refugee housing unit (RHU) è un eccitante nuovo sviluppo di rifugio umanitario e rappresenta un’aggiunta importante alla gamma di opzioni di riparo di emergenza che si stanno dando alle persone che ne hanno bisogno” ha dichiarato Shaun Scales, capo dell’ufficio dell’UNHCR che si occupa di ripari e baraccamenti. “La distribuzione di queste case prefabbricate assicurerà un notevole miglioramento delle condizioni di vita di molte persone che si trovano in difficoltà.”

 

Case prefabbricate solari per le zone di conflitto

Le case prefabbricate dell’Ikea hanno un’area di 17,5 mq e riescono ad alloggiare cinque persone in un ambiente più comodo e termicamente isolato meglio delle normali tende che si montano in questo tipo di emergenze.

Le costruzioni in pannelli di laminato ultraleggero con isolante interno possono essere costruite in sole 4 ore senza particolari strumentazioni ed hanno una durabilità di circa tre anni, un dato veramente positivo se si tiene conto che i rifugi tradizionali dopo soli sei mesi devono essere sostituiti. L’involucro è bianco e lucido per riflettere la maggior parte dei raggi solari e combattere il surriscaldamento degli spazi interni. Un pannello solare fotovoltaico sul tetto dota le case prefabbricate dell’energia elettrica necessaria all’illuminazione nelle ore notturne in zone che molto spesso non sono raggiunte dalla rete elettrica. Una porta USB permette agli abitanti di queste piccole abitazioni di caricare i dispositivi mobili per combattere l’isolamento legato alle condizioni di conflitto ed emergenza.

Il progetto ha ottenuto un riconoscimento Swedish Design Awards ed è stato definito dal critico di design Alice Rawsthorn “una risposta particolarmente sensibile ed intelligente”.

 

Case prefabbricate solari per le zone di conflitto

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