• Articolo Milano, 28 gennaio 2016
  • L'APE è il documento obbligatorio per la locazione e la compravendita di immobili

    Certificazione energetica, quanto costa?

  • ProntoPro ha analizzato il costo della certificazione energetica degli immobili in tutto il territorio italiano. La più cara è Roma mentre Imperia vince per convenienza

Certificazione energetica, quanto costa?(Rinnovabili.it) – Un’indagine di ProntoPro ci svela quanto costa ottenere una certificazione energetica di un immobile nelle varie città d’Italia. La più cara si rivela Roma, dove per far redigere il prezioso attestato necessario alla vendita od alla locazione servono circa 141 euro. La media nazionale invece è leggermente più economica e con 120 euro si ottiene il documento che analizza approfonditamente le prestazioni ed i consumi dell’immobile, confrontato con un edificio di riferimento.

La capitale è immediatamente seguita da Bolzano e da Milano, dove un APE – Attestato di Prestazione Energetica – costa 138 euro. Secondo il portale che mette in contatto professionisti ed ipotetici clienti, la città più economica in cui certificare un immobile è Imperia, dove la parcella di un professionista è di circa 104 euro.

 

«Il consumatore, oggi, è molto più attento alla certificazione energetica rispetto al passato, in quanto ha compreso l’influenza della prestazione energetica per il reale risparmio sulle spese della propria abitazione.  – sottolinea Marco Ogliengo, CEO di ProntoPro.itA fronte di un mercato in cui i costi per l’Attestato di Certificazione Energetica sono in crescita, il nostro portale permette di confrontare i preventivi di numerosi certificatori e scegliere in piena autonomia».

 

L’importanza della certificazione energetica è legata all’intera vita dell’edificio. Un compratore deve poter valutare quanto la scelta di un immobile rispetto ad un altro significherà in termini di consumi energetici per riscaldamento, raffrescamento ed acqua calda sanitaria. Per questo dal primo ottobre i metodi di calcolo per analizzare un edificio sono omogenei in tutto il territorio italiano, ed è possibile il confronto anche tra due immobili situati in regioni diverse. Perchè il certificato sia redatto in modo corretto è obbligatorio un sopralluogo, in cui il professionista prenda nota di tutti gli aspetti che influenzano le prestazioni ambientali ed energetiche di una struttura.

3 Commenti

  1. Antonio Serasin
    Posted febbraio 2, 2016 at 8:06 pm

    Sono stupefatto da tale indagine, che manifesta solo la scarsa professionalità di professionisti che senza arte ne parte emettono certificazioni energetiche senza nemmeno il minimo sforzo di andare a verificare le reali condizioni dell’immobile che certificano. Basti pensare che un sopraluogo volto ad accertare l’effettiva resistenza termica delle superfici opache e trasparenti, la consistenza degli impianti, la loro efficienza reale il corretto grado di manutenzione, comporta un impegno temporale, anche per persone che possono essere considerate veramente esperte del settore, magari come il sottoscritto che oltre che essere perito industriale con specializzazione in termotecnica ha alle spalle una esperienza ultra quarantennale, di almeno un’ora e mezza, a prescindere dai tempi di trasferimento dallo studio.
    Viepiù una volta giunti in studio l’attività di elaborazione dei dati raccolti durante il sopraluogo, a volte senza l’ausilio di documentazione progettuale attendibile, si deve fare un accesso al catasto impianti regionale, e confrontare quanto ivi denunciato dall’installatore o manutentore, poi si deve, con l’ausilio di programmi di calcolo certificati eseguire tutto il calcolo valutativo per giungere all’attribuzione della classe energetica.
    Non è finita perché necessita la sottoscrizione digitale dell’APE prima di inoltrare l’attestato in Regione.
    Questa attività può secondo Voi assorbire meno di 2 ore e mezza se si tratta di un appartamento in un condominio.
    Orbene, a prescindere dalle spese che comunque incidono in modo non indifferente (ammortamento mezzo di trasporto, consumi di carburante e manutenzione, costi di studio quali energia elettrica riscaldamento cancelleria programmi computer ecc.) è un costo fin anche per la fatturazione ed i relativi adempimenti fiscali, chiedo, quanto dovrebbe essere remunerato un professionista, meno di un manovale, con tutto il rispetto che nutro per tale lavoratore che comunque viene remunerato almeno 29,00 €/h.
    Per altro, Codesto spettabile Istituto o Associazione, non mi è chiaro quale professionalità si aspetti da soggetti che vendono prestazioni professionali per tali valori, che decurtati dalle tasse e imposte varie danno una redditività di non più di quella pretesa da una colf in nero.
    Personalmente sostengo la concorrenza, solo se basata sulla professionalità non sullo sfruttamento dell’ignoranza del Committente.
    Sarebbe bello se su queste pagine si aprisse un dibattito vero con analisi reali dei costi di prestazioni professionali e di impianti che a volte vengono presentati per quello che non sono.
    Distinti Saluti
    Antonio Serasin

    • christian canovi
      Posted febbraio 16, 2016 at 3:24 pm

      Concordo pienamente col collega Serasin

  2. Giovanni Angelucci
    Posted marzo 4, 2016 at 11:28 am

    Concordare con il Collega Seresin è il minimo che si possa fare.
    Purtroppo, nel campo della Certificazione Energetica – e non solo, sono pronto a scommettere che il 99% delle certificazioni/attestazioni, sono frutto del “copia con nome” di un file tipo e cambio dei dati, cioè sono FASULLI. Come si direbbero: fatti con il “copia e incolla”.
    Per redigere un A.P.E. NON FASULLO, come scrive in maniera chiara Antonio Serasin, occorre porre in essere una serie di adempimenti che, per le cifre che si sentono dire e che si leggono in giro, non corrispondono nemmeno la retribuzione oraria una colf in nero. Con la differenza che una colf al massimo rischia di rompere un soprammobile o un piatto, il professionista invece dovrebbe rischiare molto di più. Uso il condizionale perché ormai pare che l’impunità regna sovrana ovunque.
    Quando mi si presenta in studio gente per chiedere un preventivo, e già gli € 80,00 – € 100,00 sentiti in giro gli sembrano estremamente eccessivi, preferisco non fare il preventivo. Non ho mai nemmeno falsificato una giustificazione di una assenza a scuola, non credo proprio che ora non sia il caso di iniziare a fare falsi con il redigere Certificazione FASULLA…….!!
    Purtroppo oggi l’essere professionali NON PAGA, anzi, penalizza molto. Qui mi fermo perché altrimenti dovrei scrivere dieci pagine, ma non no ho il tempo e rischierei di annoiarvi.
    Cordialità.
    Giovanni Angelucci

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