• Articolo Los Angeles, 19 gennaio 2012
  • La Chip House si apre al pubblico per dimostrare l'esito dell'integrazione tra sostenibilità, tecnologia e architettura

    Chip House: la Net-zero energy degli studenti californiani

  • Due anni di ricerca tra studenti, università e professionisti, per realizzare la CHIP House: un’edificio che produce l’energia necessaria per i consumi quotidiani, il funzionamento degli elettrodomestici e fa il pieno a due auto elettriche.

(Rinnovabili.it) – La Chip House (Compact Hyper-Insulated Prototype) si mostra al pubblico. Si tratta di uno dei progetti vincitori del concorso Solar Decathlon 2011 dedicato alle innovazioni tecnologiche applicate all’architettura ed al design che hanno generato strutture con un bilancio energetico particolarmente interessante. Ci sono voluti due anni di ricerca e sperimentazione per arrivare alla realizzazione di questo progetto che non solo produce più energia di quella che consuma, ma con il surplus elettrico fornisce un pieno di ricarica a due veicoli elettrici. La Chip House è nata dalla collaborazione tra la Southern California Institute of Architecture (SCI-Arc), il Caltech Institute of Technology (Caltech), il produttore internazionale di pannelli solare Hanwha SolarOne Co. e la California Science Center.

La casa è concepita per essere un valido compromesso tra spazi minimi, funzionalità, bassi costi ed elevate prestazioni, elementi che simultaneamente vivono all’interno della Chip House. Ma l’elemento che più colpisce è l’involucro esterno, una membrana isolante che riveste la struttura come una seconda pelle. Il nucleo centrale che disegna gli interni è costruito in legno, a questo elemento è stata applicata una membrana in vinile, un materiale completamente riciclato che riempito con del tessuto denim, crea uno strato isolante con effetto “trapuntato”, che garantisce un isolamento termico ed acustico ottimale. per raggiungere il livello di NET-zero energy house, dove i consumi energetici soono autonomamente garantiti, il team di studenti che ha realizzato il progetto, ha dotato la Chip House di una serie di accorgimenti passivi e sistemi tecnologici attivi di elevata qualità:

  • Ventilazione naturale e ventilazione forzata garantiscono un ricambio d’aria interno adeguato;
  • Un serbatoio di accumulo raccoglie l’acqua piovana che unitamente alle acque grigie vengono filtrate e rese disponibili per il sistema di irrigazione;
  • I 45 pannelli fotovoltaici che rivestono la copertura della Chip House produce 7,8 kW, consentendo l’indipendenza energetica della costruzione; inoltre il sistema innovativo che caratterizza i pannelli fotovoltaici, gli permette di captare energia anche in condizioni di parziale ombreggiamento, trasmettendo al computer centrale il valore eneregtico prodotto da ciascun pannello in ogni istante, assicurando una precisa manutenzione;
  • Recupero di calore, pompa di calore e solare termico, forniscono la tecnologia necessaria al riscaldamento ed al raffrescamento;
  • La domotica gioca un ruolo determinante: tutti i sistemi sono inseriti nella smart grid della casa, regolando automaticamente produzione e consumi a seconda delle necessità. Inoltre grazie ad una serie di sensori, la casa provvede ad azionare autonomamente gli elementi schermanti in caso di eccessivo calore, accende o spegne le luci al LED seconda delle ore del giorno e della programmazione, mantiene costante la temperatura interna azionando eventualmente il riscaldamento/raffrescamento.

Ogni dettaglio è stato considerato per garantire la produzione energetica necessaria a coprire i consumi totali delle quotidiane utenze domestiche, il fabbisogno degli elettrodomestici e l’energia elettrica necessaria a ricaricare completamente due auto elettriche.