• Articolo Stanford, 23 aprile 2013
  • L'innovativo pannello è stato sperimentato dal team dell'Università di Stanford

    Il pannello solare che raffredda gli edifici anche in pieno Sole

  • Un pannello ottenuto da nanomateriali fotonici che raffresca la casa senza condizionatori ne energia ed elimina il problema dell’effetto serra causato dalle radiazioni di calore degli edifici.

(Rinnovabili.it) – I ricercatori dell’Università di Stanford hanno sviluppato il primo pannello isolante solare capace di raffrescare la casa al pari di un impianto di climatizzazione ad aria condizionata, anche in pieno Sole e senza utilizzare energia elettrica.

 

Secondo il team di Stanfornd l’innovativo pannello sarebbe in grado di riflettere la maggior parte dei raggi solari eliminando il problema del surriscaldamento degli edifici e trasmettendo verso l’ambiente esterno, solo radiazione termica in una determinata lunghezza d’onda “invisibile” all’atmosfera, ovvero assolutamente insignificante per il problema dell’effetto serra e per il surriscaldamento globale.

 

 

Doppio vantaggio

 

 

Il segreto del pannello refrigerante è la struttura interna sviluppata a partire da nanomateriali fotonici, in combinazione tra quarzo e carburo di silicio, capace di migliorare o addirittura eliminare la rifrazione della luce in determinate lunghezze d’onda.

Un vero e proprio specchio a banda larga per la luce solare che, se applicato sulla pelle esterna di un edificio, mantiene la temperatura interna costante, evitando la trasmissione di calore verso gli ambienti.

Così anche di giorno ed in pieno Sole, sarà possibile ottenere un ambiente “refrigerato” senza spendere soldi per la climatizzazione artificiale della casa e scordandosi i vecchi impianti per l’aria condizionata. Nelle comuni tecniche di bioedilizia e climatizzazione passiva solitamente è durante la notte che l’involucro edilizio perde il calore accumulato durante il giorno cedendolo all’ambiente esterno. La rivoluzione del pannello sperimentato dal team di Stanford sposta la fase di raffrescamento dell’involucro durante le ore diurne, quando cioè l’esigenza è maggiore.

 

 

Secondo i ricercatori, il nuovo pannello sarebbe in grado di raggiungere una potenza di raffreddamento netta di oltre 100 w/mq; per fare un esempio concreto, coprendo con questi pannelli solo il 10% del tetto di una tipica casa unifamiliare, si potrebbe abbattere l’esigenza di raffreddamento dell’impianto di climatizzazione in pieno sole di oltre il 35%.

L’impiego di questi pannelli non richiede energia per il funzionamento essendo praticamente assimilabile al concetto di climatizzazione passiva, questo valore aggiunto contribuisce a ridurre significativamente i consumi e le emissioni di CO2 in atmosfera.