• Articolo Roma, 19 dicembre 2011
  • Passando dalla crisi per arrivare all'innovazione.

    CNAPPC-Cresme: il futuro nelle riqualificazioni edilizie

  • Drammatico scenario di crisi evidenziato dal rapporto Cresme. Gli architetti italiani: “Puntare al settore delle green tecnology, nelle riqualificazioni e nell’housing sociale”.

(Rinnovabili.it) – Un quadro decisamente negativo quello che emerge dalla ricerca realizzata dal Cresme e commissionata dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori, che ha preso in considerazione circa 2 mila professionisti. Nonostante la complessiva crisi del settore ed i problemi legati alla scarsità della domanda ed alle insolvente, emerge un dato ottimistico collegato alle green tecnology. Per il 70% degli architetti italiani e l’82% dei liberi professionisti italiani, il settore nel quale investire e che potrebbe essere presto interessato da una vasta crescita è quello delle Energy tecnology, assimilabile alle sperimentazioni innovative sui materiali da costruzione e sulle tecnologie per il risparmio energetico attivo, strattamente legate al comparto dell’informatizzazione della progettazione, settore che ha già dato prova di notevole capacità di crescita immediata.

Alla crisi del mercato edilizio sia residenziale che non residenziale, si contrapporrà, secondo il 70% degli intervistati, il mercato delle riqualificazioni edilizie legate all’efficienza energetica, al risparmio energetico ed alle energie rinnovabili. Per i prossimi anni si intravedono interessanti sviluppi anche per il settore dell’housing sociale, più che mai sentito in questo periodo di ristrettezze.

In contrasto con la positività di questa fetta di mercato, lo scetticismo generale dei professionisti interessati, nei confronti del “Piano Casa 2” e degli ampliamenti edilizi, ultimamente troppo vicini alla speculazione piuttosto che alla crescita sostenibile del Paese.

Questo quanto emerge anche dalla stessa dichiarazione del Consiglio Nazionale degli Architetti:

“E’ evidente che per mettere a punto una strategia di lungo periodo e per ridisegnare la professione di architetto occorre che la riconfigurazione del mercato e la riforma delle professioni siano considerati elementi imprescindibili. Questo affinché, anche attraverso le scuole di architettura, si torni a promuovere la nostra cultura dell’abitare nel mondo ed affinché l’architettura possa svolgere il proprio indispensabile  ruolo per lo sviluppo sostenibile del Paese. Pur svolgendo l’utile funzione di sussidiarietà dello Stato in funzione di certificatori in varie attività, il vero obiettivo degli architetti italiani è quello di essere capaci di fornire all’Italia e al mondo progetti di rigenerazione urbana e ambientale, innovativi nelle tecniche, sostenibili economicamente, destinati a migliorare la qualità della vita dei cittadini”.