• Articolo Roma, 24 giugno 2011
  • Il dialogo possibile tra amministrazioni locali, progettisti e fonti rinnovabili.

    Conferenza Internazionale di Roma: un’armonia di strumenti integrati

  • La sfida dell’Architettura e dell’Urbanistica verso la sostenibilità ambientale, economica ed energetica delle nostre città.

Nei giorni di giovedì e venerdì della settimana appena conclusa si è svolta, presso la sede dell’ Ordine degli Architetti della Provincia di Roma, la Conferenza Internazionale “Un’armonia di strumenti integrati”: un momento di riflessione in preparazion e della Conferenza Mondiale UIA (Union International des Architettes) che si terrà a Tokyo il prossimo settembre 2011 e che ha visto protagonista l’attuale rapporto tra fonti energetiche rinnovabili, istituzioni politiche e tecnici progettisti.
Promossa ed organizzata dell’ Ordine degli Architetti di Roma, dall’“Unione Internazionale degli Architetti (UIA)”:http://www.uia-architectes.org/, da ARES, daEurosolar Italia e sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica, la Conferenza si è svolta nell’elegante scenografia della Casa dell’Architettura ed ha richiamato l’attenzione del pubblico, fortunatamente piuttosto giovane, sulla valorizzazione del patrimonio artistico ed ambientale in tema di sostenibilità e risparmio energetico.
Protagonisti della prima giornata, personaggi internazionali del calibro di Christos Zerefos (Premio Nobel per la Pace 2007), Peter Droege (Presidente Eurosolar), Serge Latouche (IEDS Parigi) ed anche importanti esponenti del panorama italiano quali,Federico Butera (Docente e ricercatore – vincitore del premio Eurosolar per la promozione di fonti rinnovabili ed architettura sostenibile), Francesca Sartogo(Architetto- Premio Solare Europeo 2001), Patrizia Colletta ( Presidente Consulta Progetto sostenibile ed efficienza energetica); delusione dei partecipanti per l’assenza di Renzo Piano, la cui video conferenza non è stata possibile a causa di impegni istituzionali oltreoceano.

Durante gli interventi susseguitisi nella prima giornata, si è cercato di portare alla luce il rapporto tra le città nelle quali attualmente viviamo e le loro versioni future, legate inevitabilmente a nuove esigenze energetiche dovute ai cambiamenti climatici. Ruolo fondamentale in questo contesto è quello dell’Architettura, vista come strumento di integrazione, capace di dar vita ad edifici completamente autosufficienti ed in grado di ridisegnare il territorio urbano sulla base delle esperienze presenti e future. Naturalmente il ruolo delle autorità locali, soprattutto in tema di controllo e legislazione, è stato altrettanto al centro del dibattito, portando alla luce il valore di una possibile sinergia tra il mondo pratico delle amministrazioni, il mondo in continua evoluzione delle professioni ed il mondo culturale e di ricerca delle università.
Nell’interessante discussione emersa durante la giornata, un quesito più di altri si è fatto spazio tra i partecipanti ed i relatori: “Cosa può essere fatto per minimizzare l’impatto delle fonti fossili e nucleari sul clima, aiutare a ridurre i rischi e massimizzare l’uso delle energie rinnovabili?”. A questa domanda si è cercato di rispondere durante la seconda giornata del Convegno, grazie al racconto diretto di personaggi che, con il loro impegno, sono stati capaci di realizzare esempi concreti di città, quartieri ed edifici perfettamente in linea con questi principi. Il fatto che l’edilizia utilizzi ben il 40% dell’energia mondiale e sia la responsabile di quasi il 70% delle emissioni di ossidi di zolfo e del 50% di CO2, ci fa capire come il tema del cambiamento del parco edifici a favore delle fonti rinnovabili non sia solo di buon auspicio, ma sia un’esigenza impellente ed inevitabile. Tra gli interventi volti in questa direzione ed illustrati durante la giornata, ritroviamo il pioneristico caso tedesco del progetto per il Centro di formazione per il Ministero dell’interno del Nord Reno, collocato nel cuore della Ruhr e vincitore del Premio Solare europeo 1999, grazie al quale, già 12 anni fa, è stato possibile raggiungere un megawatt di energia pulita, sfruttando le celle fotovoltaiche poste sulla copertura. Con l’intervento dell’Architetto Francois-Hélène Jourda si è poi parlato del progetto pilota di restauro della Hall Pujol in prossimità della stazione ferroviaria di Parigi, divenuto manifesto per la città come esempio in termini ecologici e di sviluppo sostenibile.

Nell’internazionalità dei progetti anche l’architetto italiano Mario Cucinella ha preso parte al dibattito, ponendo l’accento sulla“dignità di un’architettura, la tecnologia è subordinata ad un progetto efficiente, in grado di rispondere da solo a molte esigenze espresse”.
Con il Green designer Thomas Auer si è poi parlato di Masdar City, valido esempio di città in grado non solo di soddisfare al 100% l’esigenza energetica totale, ma anche di garantire una qualità della vita dei suoi futuri abitanti molto alta. Restando in tema di città, gli interessanti casi studio esposti durante la Conferenza Internazionale, hanno riguardato anche Stoccolma, proclamata Capitale Europea Verde nel 2009. In particolare si è parlato del famoso quartiere ecologico di Hammarby Sjostad, del caso del porto di Royal Seaport con un obiettivo energetico di 55kWh/m 2 /anno e del quartiere di Jarva con più di 60.000 abitanti. In tutti e tre i casi è interessante notare come il ruolo delle istituzioni pubbliche e della municipalità, non sia mai stato secondario, ma anzi fondamentale, nella crescita del progetto. Nel primo caso, ad Hammarby Sjostad, le società di fornitura dei servizi dell’Acqua e l’Amministrazione per la Gestione dei rifiuti di Stoccolma hanno sviluppato in sincronia con i tecnici e progettisti, un nuovo modello legato al ciclo ecologico dell’energia e dei rifiuti, atto a garantire un organico sistema di riciclaggio e produzione indipendente di energia, modello utilizzato successivamente anche per il progetto di riqualificazione del Royal Seaport. Anche nel terzo caso di Stoccolma portato ad esempio, il quartiere di Jarva, i progettisti ed i tecnici sono statio capaci di ridurre oltre il 50% i consumi annuali di più di 60.000 abitanti, passando da 180 a 88 kWh/mq.
La ricchezza del dibattito di queste intense due giornate si è conclusa con le premiazioni dei partecipanti al Premio Solare Europeo 2009-2010, in memoria di Hermann Scheer. Segnaliamo nella categoria Amministrazioni Pubbliche e Locali il premio al presidente della Regione Puglia, Niki Vendola, per il “nuovo modello energetico per il governo del territorio Regionale”.
L’esito finale della Conferenza è sembrato decisamente positivo e ricco di riflessioni, con moltissime tematiche da approfondire e rendere concrete. La speranza dei relatori che hanno concluso gli interventi, alla quale possiamo unirci senza indugio, è che il sogno di pochi possa al più presto divenire la realtà di molti.