• Articolo Roma, 28 settembre 2012
  • Assegnato questa mattina a Roma il Premio Nazionale BioArchitettura

    “Costruire nel Costruito”: il Premio di Bioarchitettura

  • Premiati oggi i tre progettisti che meglio hanno saputo interpretare il delicato rapporto tra patrimonio esistente e le numerose sfaccettature della bioarchitettura contemporanea

 

Si è svolta questa mattina presso il Ministero delle Infrastrutture a Roma, la cerimonia di assegnazione del Premio Nazionale di BioArchitettura COSTRUIRE NEL COSTRUITO/RECUPERARE L’ESISTENTE” organizzato da Bioarchitettura e dall’IN/ARCH, Istituto Nazionale di Architettura e destinato a valorizzare progettisti ed architetture che meglio hanno saputo intervenire nel contesto edilizio preesistente, integrando il linguaggio appartenente alla tradizione storica dei luoghi e delle architetture, con gli aspetti più moderni e contemporanei dell’efficienza energetica e della sostenibilità.

 

Primo premio all’Arch. Filippo Taidelli per il complesso milanese ZENALE BUILDING RENOVATION, un intervento di ristrutturazione integrale che, come riconosciuto dalla Giuria, ha saputo “affrontare e risolvere in modo efficace e misurato i tre temi proposti dal Bando del Premio: il rapporto con il contesto; il disegno delle facciate nel rapporto pieno e vuoto, il disegno degli infissi che si lega alla rappresentazione della facciata e al significato del progetto stesso“. Pur inserendosi nel centro del capoluogo milanese in un tessuto storico dei primi del ‘900, il progetto ha dimostrato la capacità di potersi integrare armoniosamente con le preesistenze architettoniche, applicando nello stesso tempo, soluzioni impiantistiche e costruttive contemporanee, per raggiungere il massimo comfort termico con il minimo dispendio di energia.

 

Secondo classificato l’Arch. Massimo Gin con il progetto FABBRICA NUOVA a Murano, un intervento di ristrutturazione edilizia che ha saputo trasformare il precedente edificio industriale in un complesso residenziale ad alta efficienza energetica, mantenendo vivo il dialogo con il contesto architettonico circostante.

Il terzo Premio è andato all’Arch. Sonia Calzoni per il restauro ed il riuso di un borgo agricolo a Val Tidone, realizzato nel rispetto del contesto naturale ed architettonico, dimostrando la possibilità concreta di poter intervenire nel recupero anche del patrimonio edilizi agricolo sempre rispettando elevati standard energetici.

Menzione Speciale: al progetto Scuola Don Milani a FAENZA dell’arch. Lucien Kroll, per la “realizzazione che interpreta in modo libero e fuori dall’ordinario le esigenze di una committenza di bambini che vedono rappresentati in essa i loro desideri, materializzati nella realtà degli insiemi, intesi come alleanza tra l’abitante e la sua abitazione”, segnalazione per l’innovazione di prodotto per la “Finestra diodo mediterranea” dell’arch. Francesco Ferrara.

 

Il delicato rapporto tra città ed architettura

La cerimonia di premiazione è stata inoltre un importante momento di confronto per fare il punto della situazione sul particolare periodo storico in cui oggi si trovano ad operare professionisti ed istituzioni, soffermandosi sul cruciale rapporto tra architettura e città.

Numerose le personalità che hanno preso parte al dibattito, a partire dal Presidente della Fondazione Italiana BioArchitettura ed organizzatrice del Premio, Wittfrida Mitterer, il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Francesco Karrer, l’Architetto francese Mark Breitman, il Vice Presidente della neonata Fondazione Italiana BioArchitettura Massimo Pica Ciamarra, nonchè Carlo Albertini Presidente di LegnoFinsestraItalia, Paolo Buzzetti Presidente ANCE e Giuseppe Vallifuoco di IN/ARCH.

 

Elemento comune tra i molti  spunti di riflessione emersi nel corso della mattinanta, il delicato rapporto tra il recupero di un patrimonio esistente spesso di rilevanza storica e le azioni congiunte legate alla pianificazione delle nostre città. “Il Piano Città si dimostra un’occasione importantissima in questo contesto” ha affermato il Presidente ANCE Paolo Buzzetti, ricordando ancora una volta la necessità di creare un unico organo centrale di riferimento, rappresentabile in questo caso solo dallo Stato, con il cruciale ruolo di coordinatore e supervisore unico per riuscire finalmente a superare il problema della frammentazione così tipica del nostro Paese.

 

Il Premio Nazionale BioArchitettura  è promosso da Bioarchitettura e IN/ARCH, con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, del Ministero per l’Ambiente, dei Consigli Nazionali degli Architetti e degli Ingegneri, del Fondo Ambiente Italiano.