• Articolo Roma, 17 novembre 2017
  • Da acqua ossigenata e lievito di birra il bio-cemento superisolante

  • I ricercatori della divisione “Bioenergie” e del laboratorio “Biosicurezza” dell’ENEA hanno brevettato un nuovo bio-cemento con elevate proprietà di isolamento termico e acustico e di resistenza al fuoco

bio-cemento

 

 

Il nuovo bio-cemento areato dell’Enea fa a meno dell’allumino

(Rinnovabili.it) – Nasce in Italia, e più precisamente nei laboratori Enea, il nuovo bio-cemento superisolante che mette assieme attenzione ambientale e risparmio energetico. I “genitori” dell’innovativo brevetto sono i ricercatori della Divisione “Bioenergie, Bioraffinerie e Chimica Verde” (Centro Ricerche Trisaia) e del laboratorio “Biosicurezza e Stima del rischio” (Centro Ricerche Casaccia) dell’ente nazionale.

Unendo le rispettive competenze, gli scienziati hanno creato una versione sostenibile del cosiddetto calcestruzzo aerato autoclavato (in inglese Autoclaved Aerated Concrete – AAC), materiale per molti versi superiore al tradizionale laterizio. L’ACC, infatti, è dotato di elevato potere coibentante e di isolamento acustico. Inoltre, grazie alla particolare struttura porosa, è molto più leggero della concorrenza, senza perdere di resistenza alla compressione. Caratteristiche che ne fanno un ottimo prodotto edilizio.

Ottimo, ma non troppo sostenibile. Per creare i pori interni è normalmente impiegata la polvere di alluminio, un agente aerante molto infiammabile, che richiede stringenti misure di sicurezza negli impianti; il suo compito è quello di attivare il processo di “lievitazione” dell’impasto cementizio, reagendo con gli altri materiali e liberando bolle di idrogeno.

 

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È esattamente a questo punto che sono intervenuti i ricercatori Enea per creare un’alternativa più sicura e verde. Il processo realizzativo del nuovo bio-cemento (BAAC -Bio Aerated Autoclavated Concrete) sostituisce la polvere di alluminio con lievito di birra miscelato ad acqua ossigenata. Il risultato centra in pieno l’obiettivo: il prodotto finale è tecnicamente molto leggero per la grande quantità di bolle d’aria al suo interno, pur mantenendo le caratteristiche meccaniche e fisiche del materiale cementizio: il bio-cemento è dotato di elevate proprietà di isolamento termico e acustico e di resistenza al fuoco.

 

“Questa innovazione di processo è ancora di nicchia, ma presenta grandi potenzialità; infatti, le nostre attività di sperimentazione hanno suscitato l’interesse dei soggetti coinvolti nella filiera produttiva del cemento cellulare che hanno voluto contribuire fornendoci gratuitamente le materie prime”, spiega Piero De Fazio della Divisione “Bioenergie, Bioraffinerie e Chimica Verde” presso il Centro Ricerche ENEA della Trisaia. “La formulazione di questa innovativa versione del cemento aerato autoclavato è stata possibile anche grazie alla collaborazione tra le competenze di chimica verde dei ricercatori di Trisaia e quelle dei sistemi in vitro ed in vivo dei ricercatori di Casaccia”, aggiunge Giorgio Leter del Laboratorio “Biosicurezza e Stima del rischio” presso il Centro Ricerche ENEA della Casaccia.

I vantaggi economici e di sostenibilità ambientale derivano dall’abbattimento delle spese energetiche e dei costi indiretti connessi alla gestione dell’impianto ai fini della sicurezza e dalla riduzione del numero dei componenti “addizionali” come la calce e il gesso.

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