• Articolo Roma, 17 settembre 2012
  • Soddisfatta del ddl anche INU che propone in aggiunta un nuovo regime fiscale

    Edilizia: dal Cdm stop al cementificazione, si al recupero

  • Approvato in via preliminare il ddl che fissa i limiti per il consumo del suolo agricolo, favorendo interventi di riqualificazione e recupero del patrimonio edilizio in aree urabanizzate

(Rinnovabili.it) – Lo scorso venerdì il Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, per i beni culturali e dello sviluppo economico, ha approvato in via preliminare  il disegno di legge in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo, concentrando l’attenzione sul recupero del patrimonio edilizio esistente piuttosto che sulle nuove costruzioni.

Come sottolineato dal CdM, il problema del consumo del suolo agricolo nel territorio italiano è tutt’altro che marginale: ogni giorno in Italia si cementificano 100 ettari di superficie libera, dal 1956 ad oggi infatti, il territorio nazionale edificato è aumentato del 166%, diminuendo di conseguenza la capacità produttiva del Paese, non sempre in grado di soddisfare la richiesta del fabbisogno alimentare nazionale, a fronte tuttavia di una grande percentuale di immobili inutilizzati. Il provvedimento consentirà di tenere sotto controllo il rapporto tra i terreni agricoli ed i terreni edificati, ponendo un limite massimo al consumo del suolo ed incentivando il recupero e la riqualificazione della zone già urbanizzate e dismesse, prevenendo nello stesso tempo i dissesti idrogeologici spesso causati dalla scarsa salvaguardia del territorio.

Tra i punti fissati dal disegno di legge, è stato introdotto un meccanismo che identifica a livello nazionale l’estensione massima dei terreni agricoli edificabili, garantendo un equilibrato sviluppo dell’assetto del territorio, incentivando il recupero del patrimonio edilizio rurale per favorire l’attività di manutenzione, ristrutturazione e restauro degli edifici esistenti. Per disincentivare la cementificazione è inoltre abrogata la norma che consentiva di trasferire una parte dei contributi della concessione edilizia dalle spese per le opere di urbanizzazione alle spese correnti degli Enti locali.

Sul disegno di legge ha espresso parere favorevole anche l’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) sottolinenado la notevole importanza assunta dal provvedimento sia per la valorizzazione del paesaggio che per la prevenzione dei rischi idrogeologici. Tuttavia l’INU si auspica che in sede di approvazione del ddl vengano superati alcuni limiti presenti nella proposta, “come l’individuazione delle aree agricole sulla base delle previsioni della strumentazione urbanistica o la stessa proposta di contenimento del consumo di suolo alle sole aree agricole, dimenticando l’ampio patrimonio naturalistico non coltivato, anch’esso fonte di equilibrio ecologico e qualità paesaggistica”, sollecitando nello stesso tempo l’introduzione di soluzioni alternative a quelle presentate, per disincentivare la cementificazione a favore recupero edilizio, come ad esempio la proposta di “un nuovo regime fiscale che penalizzi tale consumo e incentivi il necessario processo di riqualificazione urbana, sulla scorta delle migliori esperienze europee in materia”.