• Articolo Bruxelles, 18 giugno 2013
  • Ancora problemi con la Direttiva 2002/91/CE

    Efficienza energetica edifici: Italia condannata per inadempienza

  • Si è abbattuta sull’Italia la condanna della Corte di Giustizia per l’incompleto recepimento della Direttiva 2002 sull’efficienza energetica degli edifici.

efficicienza energetica edifici(Rinnovabili.it) – L’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia con la Sentenza C-345/12 del 13 giugno 2013 per l’incompleto recepimento della Direttiva 2002/91/CE sull’efficienza energetica degli edifici.

 

Non è servito il Dl. 63/2013 per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE in materia di prestazioni ed efficienza energetica degli edifici, l’ennesima condanna da parte della Corte di Giustizia si è abbattuta sull’Italia e sui suoi innumerevoli ed incompleti tentativi di adeguarsi alle richieste europei sull’efficienza energetica in edilizia, in vista degli obiettivi fissati per il 2020.

 

La segnalazione della Commissione riguarda ancora una volta la Direttiva 2002/91/CE del 16 dicembre 2002, sul rendimento energetico in edilizia sostituita dal 1° febbraio 2012 dalla Direttiva 2010/31/UE, ed accusa l’Italia di non aver adottato tutti i provvedimento necessari al corretto recepimento della prima, non avendo previsto l’obbligo di fornire l’attestato di certificazione energetica in fase di compravendita o locazione di un edificio e di non aver omesso di notificare alla Commissione le misure di recepimento dell’articolo 9 della direttiva 2002/91.

Incompleti dunque il Dlgs n.192/2005 ed il successivo Dm del 26 giugno 2009 Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”, parziali recepimenti della Direttiva europea del 2002 per l’efficienza energetica degli edifici.