• Articolo New York, 8 marzo 2012
  • 3 vincitori e 95 menzioni d'onore, tra 714 progetti provenienti da 95 diversi Paesi

    eVolo 2012: uno sguardo creativo sul futuro

  • Sostenibilità, innovazione e visioni futuristiche nei progetti per il concorso eVolo 2012. I vincitori: una torre per lo stoccaggio dell’acqua sull’Himalaya, un grattacielo in una montagna ed una Torre discarica.

I vincitori dell’atteso concorso organizzato dal Magazine eVolo, Skyscraper 2012, sono finalmente stati annunciati. Anche quest’anno premiata i giovani talenti, autori di idee creative che sappiano cambiare il nostro modo di intendere l’architettura valorizzando l’innovazione tecnologica, la flessibilità, i nuovi materiali, la sostenibilità ed i contenuti digitali.

La rinomata giuria, composta da importanti personaggi del panorama architettonico internazionale, ha avuto l’onore e l’onere di visionare 714 progetti provenienti rispettivamente da 95 diversi Paesi, per eleggere 3 vincitori ufficiali e 22 menzioni d’onore.

Primo classificato il progetto “Himalaya Water Tower”, del team cinese composto da Zhi Zheng, Hongchuan Zhao and Dongbai Song, e la loro proposta per una serie di super-grattacieli posizionati lungo questa catena montuosa, con lo scopo di raccogliere l’acqua piovana, immagazzinarla, purificarla, congelarla e renderla disponibile per utilizzi futuri.

Al secondo posto si è collocato invece il progetto “Mountain Band-Air”, di Yiting Shen, Nanjue Wang, Ji Xia, e Zihan Wang, destinato alle popolazioni profughe della catena dello Yunnan, con lo scopo di ripristinare l’antico splendore ambientale della catena montuosa restituendo loro un luogo dove abitare.

Terzo progetto classificato il “Vertical Landfill”, di Lin Yu-Ta, il progetto per un grattacielo-discarica, collocabile in qualsiasi grande metropoli con un duplice significato: come monito per la quantità oltraggiosa di rifiuti prodotti e come centrale elettrica per la produzione di energia dagli scarti.

Tra le numerose menzioni d’onore moltissimi progetti dedicati alla sostenibilità dell’abitare subacqueo e alle città galleggianti, nonchè agli edifici temporanei per le più svariate esigenze abitative del futuro.

Himalaya Water Tower

Collocato lungo i 55.000 ghiacciai della catena Himalayana, questo super grattacielo permetterebbe di preservare l’enorme quantità d’acqua dolce presente nella regione. A causa del surriscaldamento globale, le immense lastre di ghiaccio si stanno velocemente assottigliando, causando profondi sconvolgimenti a livello globale e permanenti danni ai villaggi ed alle città limitrofe in un’alternanza di periodi di siccità ed inondazioni.

La soluzione proposta è un grattacielo situato nel punto più alto della catena montuosa dotato della strumentazione necessaria per immagazzinare l’acqua piovana durante le stagioni dei monsoni, evitando così di disperderla al suolo e prevenendo le inondazioni, purificarla e congelarla come acqua potabile per riutilizzarla nei periodi di siccità.

L’Himalaya Water Tower si evolverebbe nel tempo in base alle esigenze degli abitanti, sfruttando la base del grattacielo come bacino di raccolta e le torri superiori per lo stoccaggio dell’acqua ghiacciata.

L’intricata rete di collegamenti che permetterebbe di trasportare l’acqua immagazzinata fino ai villaggi, comprenderebbe un sistema di trasporto ferroviario per le persone e le merci, trovano una soluzione sostenibile anche in tema di mobilità.

Mountain Band-Aid

Il progetto è stato pensato per affrontare l’atavico problema del devastante processo di distruzione degli ambienti naturali per cause umane, dovuto principalmente al fenomeno dell’industrializzazione. L’insediamento è immaginato per la regione cinese dello Yunnan, una catena montuosa ricca di minerali e di conseguenza da troppo tempo perforata dall’azione umana con numerose miniere, che nel corso degli anni hanno costretto le numerose popolazioni della zona a spostarsi, trasformandosi da popolo stanziale a profughi.

In una sola struttura un duplice scopo: la riappropriazione del territorio da parte dell’antico popolo Hmong abitante della zona, senza danneggiare ulteriormente il paesaggio con  l’azione dell’uomo. La struttura si presenta come una grande costruzione estesa in larghezza ed adagiata lungo il fianco della montagna, destinata ad accogliere al suo interno gli sfollati della regione ricreando una sorta di villaggio e riproducendo esternamente l’ambiente naturale. La visionaria figura del grattacielo Mountain Band-Air, si sviluppa secondo un sistema a terrazzamenti, liberamente occupati da percorsi, abitazioni, luoghi di culto ed attività commerciali, destinando una vasta porzione di superficie per la coltivazione e l’agricoltura. Un ingegnoso sistema di recupero dell’acqua piovana e riciclo delle acque grigie, permette agli abitanti di risparmiare la risorsa idrica: un elemento di fondamentale importanza sia per l’irrigazione dei campi, che per lo sviluppo sano della vegetazione naturale che ricopre l’immenso grattacielo.

Vertical Landfill: Monumento alla civiltà

Forse il più alternativo tra i tre progetti vincitori, il Monumento alla civiltà è stato ideato con il preciso intento di sconvolgere l’osservatore, stimolando l’attenzione pubblica sul grave problema dell’inmmenso numero di rifiuti da noi prodotti quotidianamente. In questo caso la struttura si presenta come un’altissima torre fatta letteralmente di scarti, e riproducibile in serie per qualsiasi metropoli del mondo, costruita utilizzando i rifiuti degli stessi abitanti.

Lo stesso designer afferma che “come i grattacieli sono pensati per stupire, il Monumento alla Cività è pensato per sconvolgere. In una città come New York per esempi, riutilizzando l’intera spazzatura annuale prodotta dai suoi abitanti, potrebbo ottenere una torre/discarica alta più di 1.300 metri, tre volte più alto dell’Empire State Building”.

Ovviamente oltre al messaggio trasmesso, il grattacielo vorrebbe fornire anche una risposta al problema, trasformandosi in una centrale per la produzione energetica: sfruttando l’immensa quantità di rifiuti contenuta al suo interno ed il naturale fenomeno della composizione, si potrebbe generare l’energia necessaria ad alimentare il quartiere limitrofo, senza costi aggiuntivi e senza spese di trasporto.

“La crescita in altezza del Monumento, potrebbe servire ai cittadini come monito per aumentare la raccolta differenziata, diminuendo gli sprechi – afferma il progettista – si trasformerebbe in una “Earth-Friendliness Meter”, una Torre per misurare il livello di ecologia dei cittadini. Più bassa è la torre più Ecofriendly è la città, con meno rifiuti e più raccolta differenziata. Potrebbe invertire la rotta abituale della competizione metropolitana mondiale del mondo delle costruzioni, passando dalla battaglia per la realizzazione dell’edificio più alto a quello più basso”.


Le menzioni d’onore

Tra le moltissime menzioni d’onore troviamo la proposta per un immenso complesso subacqueo il “Plastic Fish Tower”, disegnato da un team della Corea del Sud, che propone una soluzione al gravissimo problema della tristemante famosa Great Pacific Garbage Patch (GPGP), l’isola di rifiuti galleggiante nell’Oceano pacifico. I progettisti immaginano una grande sfera sottomarina, in grado di raccogliere i milioni di tonnellate di plastica e rifiuti concentrati in questa zona, per poi trattarli e riciclarli, salvando l’ecosistema marino.

Rientrando in Europa, troviamo la proposta di un team rumeno per un grattacielo antinquinamento, il Coal Power Plant Mutation. E’ immaginato come una struttura sospesa, da collocare sopra alle attuali centrali a combustibili fossili, nel tentativo di contenere i livelli di dispersioni nocive nell’aria, fino alla loro completa sostituzione con le fonti rinnovabili. Dall’aspetto piuttosto alieno, il”grattacielo” sarebbe dotato di numerosi strati per la purificazione dei fumi nocivi delle fabbriche, fino alla loro completa trasformazione in aria pulita.

Tra gli altri progetti menzionati si trovano insediamenti volanti per liberare le metropoli dalla congestione e restituirle al verde, città sostenibili galleggianti sugli Oceani immerse nel verde ed alimentate esclusivamente da fonti rinnovabili o grattacieli componibili formati da moduli abitabili a zero emissioni e ricchi di verde.