• Articolo Perth, 29 gennaio 2016
  • Resilienza in architettura

    La “Grande Muraglia” di terra cruda finalista al WA Architecture Award

  • È lunga 230 metri e ripara 12 alloggi temporanei per i cowboy australiani dalle tempeste. Insieme al tetto di sabbia garantisce un’ottima inerzia termica

grande muraglia

 

(Rinnovabili.it) – Nel bollente deserto dell’Australia Occidentale, la terra cruda è la soluzione per gli alloggi temporanei degli allevatori. Lo studio Luigi Rosselli Architects di Sidney ha progettato una serie di piccoli appartamenti tenendo conto del clima e usando materiali locali. Adesso è in lizza tra i finalisti del Western Australia Architecture Award organizzato dall’Australian Institute of Architects.

Questa parte del continente è caratterizzata da un ambiente per lo più desertico, con frequenti tempeste di sabbia che minacciano gli allevatori della zona. La “Grande Muraglia”, come è stato battezzato il progetto, risponde a tutte queste esigenze puntando su resilienza e isolamento termico naturale, e cercando di integrarsi con il panorama circostante. E, soprattutto, dimostra che esiste un’alternativa ai tradizionali ricoveri di fortuna che gli allevatori costruiscono con semplici pezzi di lamiera, che hanno una serie di inconvenienti non trascurabili. Primo tra tutti, il venire letteralmente cotti dal sole e raggiungere altissime temperature al loro interno.

 

grande muraglia1La “Grande Muraglia” è in realtà un gruppo di 12 alloggi temporanei per i cowboy australiani che seguono il bestiame nei suoi spostamenti stagionali. All’esterno figura il muro in terra cruda, che si snoda con un profilo a zig-zag per 230 metri lungo il margine di una duna di sabbia. Ogni materiale usato per questo muro è tipico del luogo. La colorazione rossa del muro dipende dall’uso di un’argilla di provenienza locale ricca di ferro, che è stata mescolata con la ghiaia prelevata dal letto di un fiume della zona e con l’acqua estratta da un pozzo nelle vicinanze.

In pratica gli alloggi sono sotterranei dal momento che anche i loro tetti sono in parte in terra battuta e in parte sfruttano la presenza della duna. Questo tetto di sabbia, insieme al muro che costituisce la facciata per uno spessore di 4,5 centimetri, contribuisce a rendere la struttura ben riparata dagli agenti climatici, perciò naturalmente fresca, grazie all’uso di questi materiali naturali che garantiscono un’ottima inerzia termica. Inoltre questa soluzione aumenta la resilienza degli alloggi e garantisce protezione dalle tempeste di sabbia.

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