• Articolo Amsterdam, 15 luglio 2016
  • Ha vinto il concorso Home Away From Home

    Greenbuilding, così l’Olanda studia soluzioni per i rifugiati

  • Una soluzione modulare estremamente versatile, che grazie all’ampio tetto solare è autosufficiente e aiuta persino a raggiungere gli obiettivi al 2020 sull’energia pulita

Greenbuilding, così l’Olanda studia soluzioni per i rifugiati

 

(Rinnovabili.it) – Tra i paesi d’Europa in prima linea per l’accoglienza ai rifugiati in fuga dal Medio Oriente non ci sono soltanto la Germania – che ne accoglie a centinaia di migliaia – o la Svezia dove esistono ottime leggi in materia. Lontano dalle prime pagine dei giornali, e in netta controtendenza rispetto ai rigurgiti nazionalisti e razzisti delle nostre società, altri stati provano a far fronte all’emergenza in modo intelligente. È il caso dell’Olanda, che che ha puntato decisamente sul greenbuilding lanciando la competizione di design Home Away From Home per raccogliere proposte innovative per l’accoglienza sempre meno temporanea delle masse di migranti.

Il concorso – organizzato dall’agenzia governativa olandese responsabile della gestione dei rifugiati e dalla State Architect – ha laureato sei vincitori. Tra questi spicca il progetto di una unità abitativa prefabbricata, che sfrutta un design modulare e fa ampio uso di energia rinnovabile per garantire ai rifugiati un’abitazione non prettamente temporanea, che allo stesso tempo grazia all’impronta ecologica minima è funzionale anche al raggiungimento degli obiettivi sull’energia pulita per il 2020 dell’Olanda.

 

Greenbuilding, così l’Olanda studia soluzioni per i rifugiati

 

Il modulo si chiama Solar Cabin ed è composto da pareti di gesso prefabbricato e una facciata in cedro rosso. È concepito per essere distribuito sotto forma di kit modulare che può essere assemblato in forme diverse adattandosi al meglio al contesto, lasciando così a questa ultima fase la scelta definitiva. Inoltre ogni cabina può essere affiancata alle altre per creare spazi comuni perimetrando un’area interna.

Il tetto fortemente spiovente è dotato di un impianto fotovoltaico che riesce, secondo i progettisti, a produrre più energia di quanta ne consuma il modulo, rendendola così disponibile per il resto della città in cui viene dislocato. Inoltre, la Solar Cabin è dotata di un sistema di raccolta dell’acqua piovana e un sistema di filtraggio per i reflui. Per quanto riguarda i materiali impiegati, gli autori del progetto sottolineano che la scelta di puntare in modo massiccio sul greenbuilding ha risvolti positivi in ambito economico: infatti gli investitori eventualmente interessati a produrre la Solar Cabin possono godere di diversi sussidi governativi.

Alcuni prototipi del modulo saranno esposti durante la Dutch Design Week insieme alle altre 5 proposte vincitrici del concorso.

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