• Articolo Los Angeles, 11 luglio 2012
  • Entro la fine dell'estate il progetto potrebbe trasformarsi in un prototipo

    Il metallo che respira per architetture passive

  • Una lega bimetallica per involucri edilizi intelligenti, in grado di reagire alle variazioni di temperatura autonomamente senza utilizzare energia o meccanismi esterni.

(Rinnovabili.it) – “L’architettura deve adattarsi ai bisogni umani e non viceversa”. Con queste parole l’architetto Doris Sung Kim, professore associato presso la Facoltà di Architettura della University of Southern California, ha descritto la sua innovativa ricerca per arrivare alla realizzazione di un pannello “intelligente” ad energia zero per involucri edilizi, capace di rispondere alle trasformazioni meteoriche esterne. Si tratta di una nuova lega bimetallica termica, composta da manganese e nichel laminati insieme che reagiscono automaticamente alla temperatura dell’aria ed al calore.

L’idea dell’architetto è quella di creare un materiale da applicare alla pelle degli edifici in grado di far respirare la struttura, senza utilizzare meccanismi esterni o impianti elettrici, abbattendo di conseguenza i consumi energetici a zero. Avendo due coefficienti di dilatazione differenti, i due metalli che compongono la lega, reagiscono in maniera autonoma alle variazioni di temperatura esterna, dilatandosi per aumentare la loro superficie e creare ombra quando colpiti dal sole o “arricciandosi” e contraendosi in caso contrario per far circolare l’aria.

Nonostante sia ancora un brevetto l’architetto Doris Sung Kim conta di trasformare la sua  ricerca in un prototipo applicabile agli edifici entro la fine dell’estate. Per dimostrare la realizzabilità del progetto il suo team ha realizzato un’installazione espositiva per la Galleria dei Materiali e delle Applicazioni di Silver Lake, in California, ribattezzata “The Bloom”, composta da 14.000 elementi di questo particolare bimetallo termico che reagiscono e modificano la propria forma a seconda delle variazioni di temperatura.
Questa particolare lega inserita all’interno degli elementi vetrati piuttosto che in copertura, consentirebbe all’edificio di “respirare” offrendo nuove e incredibili possibilità per il riscaldamento ed il raffrescamento passivo degli edifici.