• Articolo Ochaby, 25 giugno 2012
  • Progettato da Joanna Pszczółka, "It! Me", sarà la prima catena ecologica di fast-food

    Il primo ECOfast-food nascerà in Polonia

  • Dalla confezione del panino fino alla struttura portante, tutto nel nuovo locale sarà biodegradabile, naturale e proveniente da produttori locali, per “educare” i futuri ospiti

(Rinnovabili.it) – E’ in fase di completamento a Dream Park ad Ochaby, Polonia, il primo esempio di ristorante fast-food ecologico. Disegnato secondo il desiderio dei committenti dallo studio UL desgin (Joanna Pszczółka e da Łukasz Brandy), “It! Me” sarà il primo di locale di una nuova catena di fast food che tenterà di ridurre gli sprechi applicando il principio del cradle-to-cradle, ovvero intervenendo con una politica di risparmio dalla fase costruttiva fino agli imbaballaggi stessi dei prodotti.

Materiali biodegradabili comporranno la struttura del novo locale andando ad ampliare uno spazio che, se pur dimesionalmente ridotto, sarà in grado di ospitare fino a 50 persone. Le pareti sono realizzate in tessuto non tessuto geotessile rivestito con listelli in legno di conifere di provenienza certificata, localmente vicine alla nuova struttura. Anche l’arredo sarà bio, realizzato partendo da pannelli di compensato di latifoglie ritagliati grazie ad una stampante CNC e modellati per ottenere un unico oggetto d’arredamento, limitando in questo modo l’utilizzo di collante. Lo stesso procedimento è stato utilizzato per la realizzazione dei tavoli, completamente privi di gambe, per sfruttare al massimo la flessibilità dello spazio, ma inglobati all’interno del sistema strutturale delle pareti. Pigmenti naturali, illuminazione al LED, cartelloni pubblicitari ridotti all’essenziale, imballaggi dei panini realizzati con il 25% in meno di carta esclusivamente riciclata, inchiostro naturale, utilizzo di plastica PET quale unica tipologia di plastica, completano il progetto per “It! Me”, che sarà inoltre dotato di un sistema di raccolta differenziata dei rifiuti, di cui si occuperà una unica società.

Oltre ad assicurarsi che l’intera struttura non costituisse un problema per l’ambiente, i progettisti hanno deciso di potenziare l’economia locale, scegliendo quali fornitori delle strutture, del legane, dell’arredo e di tutte le componenti per l’imballaggio dei cibi, esclusivamente produttori locali, puntando prima di tutto sulla qualità dei materiali senza pesare ulteriormente sull’ambiente.