• Articolo Roma, 1 giugno 2012
  • Dal 31 maggio 2012 scatta l'obbligo per le nuove costruzioni e per le ristrutturazioni rilevanti

    In vigore l’obbligo di FER per nuovi edifici e ristrutturazioni

  • A stabilirlo è il Dlgs.28/2011 che impone l’obbligo di copertura dei consumi con produzione energetica da fonti rinnovabili, al 50% per ACS e al 20% per raffrescamento e riscaldamento.

(Rinnovabili.it) – Da ieri, 31 maggio 2012, è scattato l’obbligo di dotare le abitazioni di nuova costruzione e gli edifici oggetto di ristrutturazione edilizia rilevante, di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili.

A stabilirlo è il Dlgs n. 28/2011, decreto rinnovabili entrato in vigore il 29 marzo 2011, in attuazione della direttiva europea 2009/28/CE sull’efficienza energetica degli edifici che, come riportato dall’articolo 11 e dall’Allegato 3, obbligherò gli edifici in esame, alla copertura con fonti energetiche rinnovabili, del 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria, mentre per i consumi totali per riscaldamento, raffrescamento e ACS, del 20% a partire da oggi e fino alla fine del 2013, salendo al 35% fino alla fine del 2016, per poi stabilizzarsi sul 50% dei consumi a partire dal 2017, con un incremento del 10% su tutte le percentuali per interventi riguardanti edifici pubblici.

E’ importante sottolineare che “gli impianti alimentati da fonti rinnovabili realizzati ai fini dell’assolvimento degli obblighi di  cui all’allegato 3 del decreto accedono agli incentivi statali  previsti per la promozione delle  fonti rinnovabili, limitatamente alla quota eccedente quella necessaria per il rispetto dei medesimi  obblighi”, eccezion fatta per i fondi di rotazione (Fondo Kyoto) o fondi di garanzia.

Le singole Regione hanno avuto tempo fino al 25 settembre 2011, per adeguare la propria legislazione regionale e comunale, con la possibilità di incrementare i valori imposti dal decreto, inoltre all’interno dei singoli Piani di qualità dell’aria, le regioni o le province autonome possono prevedere che i valori di integrazione possano essere assicurati ricorrendo ad “impieghi delle fonti rinnovabili diversi dalla combustione delle biomasse” per assicurare il mantenimento dei valori standard di qualità dell’aria.

Da oggi si entra in una nuova ed importante fase che se adeguatamente supportata a livello statale e, soprattutto, da incentivi e finanziamenti per le riqualificazioni energetiche, faciliteranno la graduale trasformazione dell’intero patrimonio edilizio.