• Articolo San Diego, 29 novembre 2012
  • La torre "Live Share Grow" progettata dall'architetto Brandon Martella

    La Vertical Farm residenziale di San Diego

  • Per risolvere il problema della costante crescita della richiesta abitativa e alimentare, un architetto di San Diego ha pensato di costruire la prima Vertical farm della California

(Rinnovabili.it) – Nonostante la California sia uno dei maggiori produttori agricoli degli USA, molto del cibo consumato dai suoi abitanti non proviene dalla produzione locale, basti pensare che i 30 mila residenti di San Diego consumano da soli circa 21 mln di libbre (circa 9.5 mln di kg)  ogni anno. Per ovviare a questo problema venendo incontro al sempre crescente aumento della popolazione urbana e di conseguenza alla crescita della richiesta alimentare, il designer californiano Brandon Martella, ha elaborato un progetto per la prima Vertical Farm residenziale di San Diego. Soprannominata “Live Share Grow”, la torre potrebbe essere in grado di sfamare oltre il 10% della popolazione della città.

 

Secondo l’FDA (Food and Drug Administration), l’Americano medio consuma l’anno circa 707 libbre (320 kg) di verdura e frutta, la proposta di Martella immagina di riprodurre lo stesso modello della vertical farm di San Diego in molte altre località, trasformando completamente il modo di concepire l’architettura e l’agricoltura.

Progettato con materiali più innovativi, il “Live Share Grow” è predisposto per ospitare abitazioni private ed uffici, dedicandosi nello stesso tempo alla produzione giornaliera di cibo.

L’allevamento idroponico, il recupero delle acque piovane e delle acque grigie, il riutilizzo dei rifiuti e delle acque nere, nonché sistemi fotovoltaici, geotermici ed eolici, consentirebbero alla Vertical farm di autoprodurre energia pulita, limitando i consumi idrici ed energetici, arrivando a rifornire la città stessa.

Essendo collocata nelle vicinanze del Children’s Museum, la Vertical Farm di San Diego è stata concepita per diventare anche un centro di formazione culturale, permettendo agli utenti di toccare con mano temi solitamente sconosciuti.