• Articolo Pavia, 3 novembre 2011
  • Free colling diretto, sistema di continuità off-line, ottimizzazione delle dispersioni.

    L’altra faccia dei Data center

  • La progettazione di strutture Data Center sostenibili, rimane una delle sfide energetiche più importanti, della progettazione contemporanea.

(Rinnovabili.it) – Quanto costa un data center? Viviamo in un mondo virtuale e multimediale, dove le comunicazioni avvengono principalmente via telematica ed informatica, dove le informazioni ed i dati sono archiviati in enormi server e grandi apparecchiature. Dovendo gestire con continuità e 24 ore su 24 numerosi dati, la struttura fisica che ospita i data center ha delle esigenze energetiche molto specifiche. Basta pensare al sistema di raffreddamento che questi macchinari necessitano per evitare il surriscaldamento ed alla dispersione energetica derivante dal trasporto su rete elettrica pari al 5 e 6%.  Secondo le recenti stime effettuate sui centri di calcolo europei, l’elettricità consumata da queste strutture sarebbe triplicata negli ultimi 5 anni, arrivando a valori di consumo eccessivamente alti.

Seguendo questo principio, molte delle più importanti aziende internazionali, hanno tentato di adeguare i propri data-center, ai principi della sostenibilità ambientale, trasformando le strutture ed adeguando gli impianti; tra i nomi più popolari troviamo Facebook con il data center in Alaska, l’azienda Apple, Google, la Microsoft ed in ultimo l’azienda italiana Eni. Il progetto elaborato dall’azienda, sorgerà in provincia di Pavia, nei pressi della centrale elettrica Enipower, e applicherà il sistema del “free cooling diretto”, una tecnica naturale che, sfruttando l’aria esterna, raffredda i computer abbattendo i consumi. Grazie ad un particolare sistema l’aria esterna viene filtrata eliminando le polveri e, mediante un particolare sistema, viene immesso nel circolo di raffreddamento, consentendo lo spegnimento del condizionamento tradizionale per oltre il 75% del tempo. Inoltre, la vicinanza alla centrale elettrica, permette di abbattere la dispersione, ottimizzando i percorsi. Nel nuovo green data center di Pavia inoltre, il sistema di continuità necessario in caso di un calo di tensione della rete, è gestito da numerosi gruppi di batterie di dimensioni ridotte, che restano in modalità offline per buona parte del tempo, accendendosi solo in caso di un effettiva mancanza di corrente elettrica. Secondo le stime complessive di Eni, il nuovo green data center, consentirà di ridurre le emissioni di Co2 di 335 mila tonnellate l’anno, raggiungendo un livello di efficienza standard PUE (Power Usage Effectiveness – rapporto tra consumi totali del data center e i soli consumi propri degli apparati dedicati ai processi informatici) inferiore a 1.2, rispetto al miglior risultato a livello mondiale che è  pari a 1.27.

Questo procedimento, consente di abbattere ulteriormente i costi energetici e gli sprechi, estendendo il concetto della sostenibilità ad un ambito molto vasto e decisamente capillare.