• Articolo Bruxelles, 2 gennaio 2012
  • Cofinanziato dalla Commissione Europea, il programma coinvolgerà più di 21mln di alloggi totali.

    Le buone pratiche europee del Social Housing ad emissioni zero.

  • Si chiama Power House Europe, una rete di piattaforme europee per ridurre l’impronta ecologica dell’edilizia sociale, responsabilizzando gli inquilini e migliorando le competenze degli operatori del settore.

(Rinnovabili.it) – L’azione Europea a favore dei miglioramenti delle prestazioni energetiche del settore edilizio prosegue a pieno regime, puntando prima di tutto sulla conoscenza e sulla diffusione delle informazioni. Ne fa parte anche il progetto “Power House Europe” cofinanziato dalla Commissione Europea, che funge da catalizzatore per tutte le buone pratiche europee destinate al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, partendo dalla diffusione dei risultati del programma Intelligent Energy Europe (IEE), per arrivare ad innescare azioni concrete anche nel settore dell’housing sociale, campo che ha assunto negli ultimi anni un’importanza sempre maggiore.

Il programma Power House Europe, servirà a ridurre notevolmente l’impronta ecologia del settore residenziale nel tentativo di avvicinarsi agli obiettivi comunitari del 2020, attraverso diverse azioni mirate alla diffusione del know-how sull’efficienza energetica, destinate agli operatori del settore, ai futuri inquilini, nonchè alle amministrazioni pubbliche. Il coordinatore del  progetto è Cecodhas Housing Europe, Comitato Europeo di Coordinamento dell’Alloggio Sociale, che riunisce 46 federazioni nazionali e regionali a livello europeo, che a loro volta raggruppano per ciascuno dei 19 Stati aderenti, più di 22.000 operatori del social housing rappresentando più di 21 mln di alloggi totali.

A guidare la classifica europea dei Paesi che più investono in social housing, c’è l’Olanda con il 35% di alloggio sociale sul totale dello stock abitativo del Paese, seguita da Svezia (23%), Danimarca (22%), Inghilterra (21%), Austria (20%). Fanalini di coda Italia, Slovenia e Slovacchia (4%), Portogallo ed Estonia (3%), Lussemburgo, Cipro, Bulgaria e Lituania (2%) Romania (1,6%), Spagna e Lettonia(1%) e Grecia (0%).

L’aspetto più interessante del programma Power House Europe è la creazione di una piattaforma personalizzata per ciascuna nazione aderente al programma, dove i singoli utenti potranno consultare la lista dei casi studio con le relative soluzioni tecnologiche ed energetiche applicate caso per caso, potranno accedere alle informazioni relaive agli aspetti legali, finanziari ed istituzionali dell’UE, assicurando un aggiornamento costante ed una diffusione capillare delle nozioni legate alle tematiche dell’efficienza energetiche nell’abitare sociale.

Anche il nostro Paese ha aderito al progetto, creando una Piattaforma personalizzata nella speranza di dare il via ad una riforma completa del concetto dell’housing sociale, che se correttamente sviluppato, potrebbe dar vita ad azioni capillari sull’intero territorio nazionale, riducendo in maniera consistente le emissioni nocive del settore edilizio e migliorando le prestazioni delle nostre abitazioni.