• Articolo Riga, 16 settembre 2016
  • Il progetto dello studio Archispektras

    In Lettonia un tetto di paglia per la riserva naturale

  • Paglia e giunchi reperiti localmente per un’architettura vernacolare perfettamente inserita nel contesto della riserva naturale di Pape

In Lettonia un tetto di paglia per la riserva naturale

 

(Rinnovabili.it) – Nel bel mezzo dei 6mila ettari della riserva naturale di Pape, scrigno di biodiversità e dimora degli ultimi bisonti europei, lo studio di architettura Archispektras ha progettato un’abitazione che fa ruotare attorno al vistoso tetto di paglia tanto la sostenibilità della struttura quanto l’integrazione all’interno dello specifico e delicato ambiente naturale in cui è collocata.

Siamo in Lettonia, in un’area caratterizzata non soltanto dalla ricchissima varietà di specie animali che vi trovano l’habitat ideale, ma anche da un ambiente dominato da caratteristiche dune ricoperte dalla flora locale. È proprio da queste che la Dune House prende lo spunto imitandone andamento e caratteristiche per mimetizzarsi con lo spazio circostante.

Situata ad appena 100 metri dalle acque del mar Baltico, Dune House sfoggia un tetto di paglia di forma trapezoidale, con un lato che scende fino quasi a toccare il terreno e un orientamento generale allineato alle dune limitrofe, come se al pari di queste fosse stato scolpito dal vento.

 

rty2“L’uso di giunchi e paglia per i tetti è una modalità tradizionale e locale per la realizzazione delle coperture degli edifici – spiega l’architetto Ignas KalinauskasAbbiamo fatto affidamento su questi materiali per creare un edificio ben inserito nel suo contesto”.

La conseguenza è che la maggior parte della superficie esterna della Dune House è ricoperta in paglia, con una serie di vantaggi per quanto riguarda l’isolamento e il risparmio energetico complessivo dell’abitazione, oltre ad aver abbattuto l’impronta ambientale anche del cantiere grazie all’uso di materiali reperiti localmente. Per quanto riguarda la parte strutturale è stato impiegato quasi esclusivamente legno lamellare, lasciato visibile all’esterno su uno dei lati. Qui lo spazio tra le parti strutturali è occupato interamente da vetrate che consentono al contempo la giusta illuminazione naturale e regolano il guadagno di calore. E sempre il legno, questa volta di pino, ricopre ogni spazio interno.

Un Commento

  1. ritamir
    Posted settembre 16, 2016 at 10:04 am

    Molto bella la “casetta”. Non capisco come il vetro possa regolare il guadagno di calore, ma spero che le vetrate siano a prova di bisonte europeo.

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