• Articolo Mexico City, 5 settembre 2014
  • Norman Foster e Fernando Romero vincono una gara durata 8 mesi

    Svelato il progetto del Mexico City Airport: sarà il più sostenibile del mondo

  • Mobilità smart, efficienza energetica, forme morbide e affascinanti: le carte vincenti del Mexico City Airport progettato dalle due archistar

Mexico City Airport il più sostenibile del mondo_300 (Rinnovabili.it) – Sarà uno degli scali più grandi del mondo, ma soprattutto sarà il più sostenibile. Il Mexico City Airport finalmente ha un volto e un nome, non foss’altro che quello dei suoi progettisti: Norman Foster e Fernando Romero, un inglese e un messicano, i cui studi si sono associati in una gara durata otto mesi contro la concorrenza di archistar altrettanto agguerrite. L’ampliamento dell’hub di Mexico City costerà 9,2 miliardi di dollari e verrà finanziata attraverso contributi pubblici e privati. Costituirà scalo a sé stante, pur restando contiguo al vecchio Benito Juarez che oggi non è più in grado di rispondere alla domanda di traffico: contiene infatti “a malapena” 30 milioni di visitatori annui.

 

La nuova struttura si estenderà su una superficie di 555mila metri quadri e sarà racchiusa in un involucro a griglia, che costituirà le pareti e il tetto in una forma morbida, concepita per ricordare le sensazioni del volo. Avrà una forma a “X”, un richiamo alle ali dell’aquila che campeggia sulla bandiera messicana. Potrà vantare sei piste di atterraggio, sufficienti ad accogliere i 120 milioni di viaggiatori che ogni anno transitano per quei luoghi. Il problema è che i lavori saranno finiti, se tutto va bene, per il 2050. Ma entro il 2020, assicurano le autorità, almeno due piste saranno già attive e capaci di contenere più di 50 milioni di passeggeri l’anno. Il capitolo più interessante del progetto riguarda la sua sostenibilità, senza pari in tutto il globo: per il progetto infatti verrà utilizzato meno materiale ed energia di un agglomerato di edifici tradizionale. Inoltre, è progettato in modo che i passeggeri debbano percorrere distanze le più brevi possibile, senza adoperare tunnel o mezzi di trasporto interni per connettersi ai vari punti della struttura. Oltre a una mobilità “smart”, Foster e Romero hanno pensato anche all’efficienza energetica. La volta della costruzione sfrutterà la luce solare, raccoglierà l’acqua piovana e verrà riscaldata o raffrescata soltanto in minima parte: infatti la variazione di temperatura verrà gestita adoperando quasi totalmente l’aria esterna.

 

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