• Articolo New York, 15 marzo 2016
  • Sarà testata in due quartieri di Brooklyn

    La microgrid di comunità per condividere energia pulita

  • Questa smart grid funziona come uno scambio peer-to-peer: ogni abitazione è un nodo della rete, che può cedere o acquistare una quota di energia dal vicino di casa

La microgrid di comunità per condividere energia pulita

 

(Rinnovabili.it) – Perché comprare energia (fossile) dallo Stato, quando puoi usare quella (pulita) dell’impianto solare del tuo vicino di casa? È l’idea su cui punta la start-up di New York TransActive Grid, che sta per testare le sue “microgrid di comunità” a Brooklyn. Il mercato dell’energia ridotto a scala locale, un’economia di prossimità, una rete dedicata a chi decide di condividere l’energia che produce con i vicini, e un algoritmo intelligente che fa funzionare la smart grid in modo simile a quello del peer-to-peer.

 

Come funziona la microgrid di comunità

La tecnologia impiegata si basa su una rete transattiva, vale a dire basata su una transazione e attiva in entrambe le direzioni invece che a senso unico. All’interno di questa rete ciascun individuo, con la sua abitazione, costituisce un nodo. Per entrare a farne parte, oltre all’allacciamento fisico, occorre stipulare dei contratti con i vicini di casa, cedendo o acquistando una quota di energia. La differenza rispetto alle forniture tradizionali di energia, dove il privato compra dallo Stato o da un’azienda di grandi dimensioni, è il rapporto alla pari con gli altri nodi della rete. La sicurezza della transazione e la garanzia che il sistema informatico (Ethereum) che regola l’intera microgrid non possa venir manomesso arriva dall’utilizzo di un sistema blockchain, lo stesso che regola le transazioni della moneta virtuale bitcoin.

 

 

Perché è vantaggioso scambiarsi energia pulita su scala di quartiere? Prima di tutto perché l’energia prodotta e messa in circolo nella microgrid di comunità proviene esclusivamente da fonti rinnovabili: i moduli fotovoltaici che possono essere installati sui tetti. Poi c’è una ricaduta economica da non sottovalutare: comprando l’energia localmente invece che da un’azienda di Stato, il denaro speso nella transazione finisce direttamente nelle tasche di chi vive in quella zona. E in futuro la startup, che inizierà a testare il suo sistema a Park Slope e Gowanus, due quartieri adiacenti di Brooklyn, progetta di migliorare il meccanismo di distribuzione dell’energia prendendo in considerazione le preferenze degli utenti, in modo da massimizzare il risparmio. Allo studio c’è anche una misura per i meno abbienti: chi vuole potrà vendere la propria energia a prezzi più bassi, magari per dare una mano ai vicini di casa in difficoltà.

Un Commento

  1. gianni
    Posted giugno 18, 2016 at 8:20 am

    Quali sono i costi previsti per l’investimento iniziale e in quanto tempo si prevede di rientrare di tali costi e quindi a produrre utili?

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