• Articolo Roma, 4 agosto 2011
  • Creato l’osservatorio Fillea Cgil - Legambiente

    Nasce Oise per l’innovazione e sostenibilità in edilizia

  • Cogliati Dezza: “lavoreremo insieme per un nuovo modello di sviluppo dell’abitare, che faccia perno su una corretta pianificazione urbanistica e si basi sull’uso razionale del suolo e delle risorse”

(Rinnovabili.it) – L’edilizia sostenibile sta lentamente conquistando l’Italia. Secondo i dati dell’ultimo Rapporto on-Re (Osservatorio nazionale regolamenti edilizi per il risparmio energetico) sono 705 i Comuni che hanno introdotto regolamenti edilizi che puntano ad efficienza e qualità. Per monitore la continua evoluzione di un settore come quello dell’architettura green Fillea Cgil e Legambiente hanno deciso di dar vita a OISE, l’Osservatorio dell’innovazione e sostenibilità nel settore edilizio. Il nuovo organismo avrà il compito di elaborare una fotografia annuale della crescita del comporto fornendo un aggiornamento in tema di innovazione sostenibile e ragguagliando sui più recenti progetti e temi, per promuovere e migliorare le pratiche e gli interventi sul territorio.

Il Centro Studi Fillea e l’associazione ambientalista uniranno competenze e know-how per elaborare un Dossier che affronti l’innovazione in edilizia sotto tre aspetti: energetico, tecnologico e dei materiali, e del riciclo (inteso come processi di recupero e riutilizzo dei materiali). La scelta di creare uno strumento fondamentale come l’Osservatorio è brevemente spiegata da Walter Schiavella, segretario generale della Fillea “non è più sostenibile il modello di crescita illimitata e l’uso indiscriminato delle risorse. Per questo diventa necessaria una riflessione seria sull’attuale modo di vivere, di produrre e di costruire, che per il sindacato significa anche individuare le ricadute in termini occupazionali-formativi che lo sviluppo del settore sostenibile rappresenta nel futuro del settore delle costruzioni”.
Gli fa eco Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente “lavoreremo insieme per dare forza ad un nuovo modello di sviluppo dell’abitare, che faccia perno su una corretta pianificazione urbanistica e si basi sull’uso razionale del suolo e delle risorse, sul recupero delle aree già edificate e sulla riqualificazione energetica del patrimonio già esistente, che punti alla sostenibilità sociale, ambientale ed economica e al miglioramento della qualità della vita nelle nostre città”.