• Articolo Bolzano, 13 ottobre 2011
  • Si è svolta l'11 ottobre l'inaugurazione del nuovo headquarter Salewa

    Oberalp-Salewa: Energia Positiva

  • Premiata con il marchio di qualità CasaClima Work&Life, la nuova sede Salewa firmata Cino Zucchi Park Associati, trasforma in realtà il sogno “efficienza energetica”.

C’è molto di Heiner Oberrauch nella cerimonia di inaugurazione del nuovo quartier generale di Oberalp-Salewa: dalla festa “open” per oltre2000 persone, al taglio del nastro, realizzato con una discesa dall’alto dello stesso patron.
La filosofia del creatore di quello che si è affermato come uno dei gruppi leader nella produzione sportiva è «Chi vuole mirare in alto deve avere i piedi per terra» e fa quasi impressione, in quest’Italia che si sta perdendo in scandali e inefficienze, trovarsi alla cerimonia di inaugurazione di un gruppo diverso; da questo nostro paese e dal modo di intendere il lavoro. Diverso perché la nuova sede Salewa, una splendida struttura progettatadagli architetti dello Studio Zucchi, ha l’ambizione di perpetrare lo spirito del gruppo, che è poi quello del suo fondatore.

E così la struttura guarda in alto (molto in alto) per le soluzioni eco, per la filosofia del lavoro, per il design, per l’impatto visivo. Ma al contempo resta con i piedi per terra, razionalizzando lo smistamento dei circa 40.000 capi ogni giorno (1.200.000 al mese!) in modo completamente automatico, contenendo showroom moderni nei quali sarà possibile acquistare i modelli più recenti. Una struttura che rappresenta un’occasione e un vanto per la comunità locale. Un concetto sottolineato più volte dallo stesso Heiner durante l’inaugurazione, che rappresenta, in modo cristallino, l’orgoglio di una famiglia partita dal nulla e di tutto un popolo, austriaco ma anche molto italiano.

Una menzione a parte la merita la nuova palestra di Arrampicata, Salewa Cube. Come ha detto il gestore dell’impianto Martin Knapp: “Non sappiamo se è vero che si tratta della più grande palestra d’Europa, sicuramente è la più cool”. Non basta a descriverla?
Ecco dei numeri, dal sito ufficiale: 1850 m² superficie per arrampicate indoor, 190 m² per arrampicate outdoor, 200 m² per boulder indoor, 220 m² per boulder outdoor, 175 vie di arrampicata indoor e outdoor  e 120 vie per boulder indoor , 120 vie per boulder outdoor, 18,5 m. di altezza “Challenge area”, 9,5 m di lunghezza a strapiombo “Challenge area”. Un gioiello che ha la forza dirompente di convincerti, anche se non pensavi di farlo, di toglierti tutto e iniziare a scalare. Una calamita dalla quale è difficile staccarsi. Provate e non resterete delusi.

Una struttura fonte di “Energia positiva”

Il guardare in alto del gruppo OberAlp si materializza nelle innovazioni adottate. Tecnologia e Innovazione al servizio di una “vision” che è quella di una comunità alla continua ricerca di un rapporto equilibrato con l’ambiente e l’economia globale. Sembra impegnativo, e forse dal punto di vista pratico lo è stato, ma concettualmente è semplice: fare le cose per bene, rispettando ambiente e lavoratori. Il nuovo centro OberAlp è diventato così la prima struttura architettonica fonte di energia positiva, ovvero testimonianza dell’opera e della buona volontà di una comunità. Non è un caso se ha colpito favorevolmente la giuria di CasaClima che ha assegnato al nuovo quartier generale di Salewa il marchio di qualità Work&Life. Una certificazione che esamina i progetti non solo sotto i profili economici ed ecologici, ma valuta anche gli aspetti culturali e sociali.

La nuova struttura progettata dagli studi milanesi Cino Zucchi Architetti e Park Associati è un concentrato di soluzioni già presenti sul mercato dell’energia, ma forse mai assemblate insieme.

«L’architettura del nuovo complesso risponde con un gesto sintetico alle richieste del programma iniziale: questioni ambientali, comunicazione aziendale e inserimento nel paesaggio della valle» ha commentato Cino Zucchi.

«Si potrebbe dire che la struttura ricorda le forme di un cristallo di rocca o di un massiccio alpino – sostiene Filippo Pagliani di Park Associati – una pietra dai profili netti che vengono reinterpretati nel continuo passaggio tra superfici lisce e trasparenti e trame più materiche in alluminio».

Risparmio energetico

Le grandi vetrate a nord guardano verso la città di Bolzano e nella direzione delle montagne permettendo l’illuminazione degli spazi con luce naturale diffusa, mentre la pelle metallica che ricopre il lato a sud protegge gli ambienti dal sole e dal rumore dell’autostrada. All’interno dell’edificio si è scelto di non ricercare in modo esasperato un confort assoluto nel controllo microclimatico degli ambienti, per contenere i consumi energetici.

«Dopo oltre un anno di ricerche e prove abbiamo identificato l’alluminio come materiale base dei pannelli – commenta l’architetto Pagliani – ma con uno speciale trattamento di elettrocolorazione, in grado di dare tre diverse colorazioni tra il grigio e l’azzurro». I pannelli così applicati – su una superficie totale di ben 8.500 mq – danno ai volumi una colorazione cangiante in armonia con le montagne intorno. I pannelli producono circa 520 mila kWh all’anno, come lo stesso gruppo ricorda con orgoglio con una targa; energia sufficiente a sostenere l’attività della struttura.

Lavoro

Anche sotto questo profilo è stata introdotta una profonda novità, perché si è voluto dare ad un’area geografica dedicata prevalentemente a industria e terziario un’occasione di aggregazione che andasse oltre l’attività lavorativa. L’inserimento di elementi “pubblici” quali la palestra di roccia Salewa Cube, il bistro Bivac, il giardino antistante e lo spazio di vendita Salewa World hanno così donato a questa importante area di espansione cittadina una dimensione innovativa e una diversa opportunità di fruizione. La struttura prevede, per i lavoratori, la possibilità di raggiungere il luogo in bici, con spogliatoi e docce per il cambio, oltreché una sala fitness e un nido. La “vision” è così diventata realtà; una struttura progettata 5 anni fa ma che materialmente ha visto la posa della prima pietra solo lo scorso anno. Anche questo, nel nostro Paese, è un sogno.