• Articolo Venezia, 11 novembre 2011
  • L'istituto VEGA in collaborazione con il MIT realizzeranno il primo edificio "vivente"

    Pandora: il primo edificio intelligente si svela ad Ecomondo

  • Completamente autonomo nei fabbisogni energetici, un mobilio ergonomico e riciclato, dotato di un sistema a fibre ottiche “pensante”, capace di autodiagnosi ed in grado di comunicare con il proprietario grazie al wi-f.

(Rinnovabili.it) – Se il futuro del mondo è nella tecnologia, nella rete internet, nel cyber-spazio e negli androidi, nulla ci vieta di “donare la vita” anche ad una casa. Fino a ieri erano considerati beni “Immobili”, per il semplice connotato della stanzialità, ma valutato in un’ottica più aperta, forse tanto immobili non sono. Con l’avvento della domotica anche gli edifici hanno cominciato ad “agire”, pur rimanendo fermi in un determinato luogo fisico, li abbiamo forniti della capacità di comunicare con noi indipendentemente dalla nostra posizione. In quest’ottica, nasce Pandora, una casa intelligente, un vero organismo vivente, sviluppato dall’istituto VEGA, Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia, in collaborazione con il MIT di Boston. La presentazione ufficiale del progetto è avvenuta duranate la fiera di Rimini, Ecomondo, dove il direttore generale di VEGA, Michele Vianello ha illustrato personalmente il prototipo che verrà realizzato a Marghera (VE).

“Fra pochi anni la metà di coloro che lavorano saranno dei ‘nomadic worker’ – ha esordito Vinello – “Cloud computing, fibra ottica, tablet e smart phone consentiranno sempre di più di virtualizzare il lavoro. Finisce quindi l’era dell’orario fisso collegato organicamente ad un luogo di lavoro. Servono spazi di lavoro flessibili, pareti mobili, interazione costante con il web, mobilio ergonomico e riciclabile. Pandora avrà tutti questi servizi. Si offre alle imprese del Veneto come il luogo della sperimentazione dei nuovi modi di lavorare”.

Dunque un edificio in grado di dialogare con i proprietari, di prendere decisioni autonome per ridurre i consumi energetici, di prendere provvedimenti per la sua stessa manutenzione e completamente sostenibile. Il cervello di Pandora sarà un sistema domotico evoluto, formato da fibre ottiche e wi-fi ed una lunga serie di sensori disposti in posizioni strategiche sulla facciata. Tutto il sistema sarà “green” a partire dall’involucro, formato da facciate ventilate per le parti opache e vetrate con sistemi d’ombreggiamento mobile, per le parti trasparenti. Grazie al “cloud comuting” ed ai sensori esterni, i brise-soleil si orienteranno automaticamente nella direzione più congeniale a seconda della stagione dell’anno, lasciando filtrare i raggi solari in inverno e schermandoli durante l’estate. La facciata sud ovest in particolare, sarà esclusivamente vetrata, per favorire l’illuminazione naturale nel periodo invernale, nelle stesso tempo verrà rivestita con un tessuto nanotecnologico trattato con biossido di titanio e biossido di silicio che le permetterà, oltre che l’auto-pulizia, la fotocatalisi delle polveri sottili e NOx svolgendo un’importante azione disinquinante dell’aria.

Il progetto prevede inoltre l’installazione di pannelli fotovoltaici, autopulenti, ultraleggeri e dotati di un’interfaccia sensoriale per il monitoraggio dei consumi e della qualità dell’aria esterna, affiancati alla parete fotovoltaica sud, semi trasparente ed isolante. Da una prima stima progettuale l’insieme dei due sistemi fotovoltaici porterà complessivamente all’installazione di 90-100kWp.Il fabbisogno energetico totale di Pandora sarà completamente soddisfatto dai sistemi rinnovabili, ai quali si aggiunge un impianto di trigenerazione a metano integrato con uno impianto geotermico.

Un organismo intelligente ed amico dell’ambiente, dove nemmeno l’acqua piovana andrà sprecata, reimmettendola in rete dopo le dovute depurazioni.