• Articolo Roma, 11 marzo 2013
  • Assessore Micelli: "Apprezzo il Piano città, ma le risorse sono ancora poche"

    Piano città: aspettando i finanziamenti

  • Dopo l’assegnazione dei 28 progetti destinatari del finanziamento per il Piano Città, i Comuni interessati si auspicano di ricevere le risorse il prima possibile per passare alla vera riqualificazione

(Rinnovabili.it) – Dopo la conferma ufficiale dei 28 progetti ritenuti idonei per il finanziamento previsto dal Ministero delle infrastrutture nell’ambito del “Piano Città“, non resta che attendere l’assegnazione delle risorse economiche necessarie per passare alla fase operativa. A questo proposito si è espresso l’Assessore all’urbanistica del Comune di Venezia Ezio Micelli, in un’intervista al nuovo portale di informazione dell’Ance Veneto ESTmagazine.it, auspicando un pronto arrivo delle risorse economiche previste, indispensabili per completare le opere di riqualificazione avviate.

 

“Apprezzo il metodo del Piano città – ha proseguito Micelli – sebbene le risorse sono ancora poche per rilanciare una vera e propria riqualificazione. Quello che ora serve è anche un chiarimento ai comuni per capire bene il percorso successivo al finanziamento pubblico”.

 

Nel caso specifico si parla dei progetti di rivalutazione delle aree di Mestre e Marghera, destinatari di un cofinanziamento di 9,8 milioni di euro, che permetteranno di trasformare due brani di città di notevole importanza.

Grazie a questo finanziamento 31 ettari di un’area nei pressi di Mestre verranno trasformati per lasciare il posto ad attività di carattere pubblico e privato potenziando le dotazioni infrastrutturali, le attrezzature collettive, le attività economiche e la qualità urbana e sociale. Il secondo progetto è invece destinato a riqualificare una vasta area dismessa nei pressi di Marghera sud, oggi purtroppo caratterizzata da numerosi alloggi di di edilizia residenziale pubblica in avanzato stato di degrado fisico e sociale. Grazie ai fondi del Piano Città sarà possibile intervenire anche drasticamente, demolendo dove necessario o modificando completamente la destinazione funzionale di determinate strutture per lasciare spazio ad interventi di social housing.