• Articolo Francoforte, 7 ottobre 2011
  • Sauerbruch Hutton e KlimaEngineering Transsolar stupiscono ancora

    Pressure Ring Facade

  • Eliminare completamente i problemi di pressione nelle alte torri vetrate: la soluzione arriva dalla Germania

Pensate alla forza del vento ed applicatela ad un edificio, se a livello della strada le correnti d’aria potrebbero risultare fastidiose, agli ultimi piani di una struttura piuttosto elevata non ci sarà nemmeno possibile aprire le finestre a causa dell’elevata pressione e del fenomeno di risucchio d’aria che si crea con queste condizioni. E se a questi problemi volessimo anche aggiungere l’esigenza di costruire un edificio energeticamente efficiente la situazione si complica ulteriormente. Ebbene grazie a diversi anni di ricerche e sperimentazioni, la squadra tedesca di architetti ed ingegneri della Sauerbruch Hutton e KlimaEngineering Transsolar, è finalmente giunta alla soluzione e non si è limitata a produrre un prototipo, bensì ha realizzato un intero edificio, la Westarkade Tower di Francoforte. La soluzione impiantistica inventata da questo geniale team è stata definita “pressure ring facade” ed è in grado di ridurre gli effetti della variazione di pressione sull’edificio in quota, migliorandone la ventilazione naturale. La struttura è composta da due facciate sovarpposte, sul secondo strato, quello più esterno, sono stati posizionati 40 sensori che, collegati ad una vera e propria stazione metereologica sul tetto, hanno la capacità di misurare le temperatura, la luce solare e, soprattutto, la pressione. Grazie ad un feedback costante delle condizioni atmosferiche, il sistema di controllo apre e chiude automaticamente le bocchette poste sulla facciata esterna, comunicando agli occupanti della struttura di quanto aprire le finestre, attraverso monitor installati in tutti gli uffici.

Si crea dunque una doppia pelle dell’edificio separata da un’intercapedine d’aria, un involucro protettivo isolante che, integrata a tutti gli altri sistemi green di cui è dotato l’edificio, riduce il fabbisogno energetico annuo dell’intera struttura a 100kWh di energia per metro quadro.