• Articolo Roma, 28 agosto 2012
  • Con la pubblicazione in GU si istituisce ufficialmente anche la Cabina di Regia del Piano

    Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Piano Città

  • Entro il 5 ottobre i Comuni potranno presentare le proposte per la riqualificazione delle aree urbane degradate che saranno valutate dall’ANCI e dalla Cabina di Regia

(Rinnovabili.it) – E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Piano nazionale per le città, previsto dal Decreto Crescita (dl 83/2012) nell’ambito delle azioni del Governo per rilanciare il Sistema Paese partendo anche dalle Infrastrutture e dalla riqualificazione delle aree urbane degradate. Con il Piano per le città si istituisce ufficialmente anche la Cabina di Regia che avrà il compito di coordinare i lavori e di regolamentare le procedure che porteranno alla sottoscrizione dei Contratti di valorizzazione urbana.

Entro il 5 ottobre i Comuni avranno la possibilità di presentare le proprie proposte inviandole all’ANCi che avrà il compito di classificare le richieste in base al grado di attinenza agli obiettivi del Piano, inoltrando successivamente il tutto alla Cabina di Regia che a sua volta le trasmetterà alla Direzione generale per le politiche abitative del Ministero delle Infrastrutture per l’istruttoria tecnica vera e propria.

Terminata la fase istruttoria sarà compito della Cabina di regia selezionare le proposte in base ai criteri stabiliti dal Dl Crescita ovvero a seconda della loro immediata cantierabilità, della risoluzione immediata di problemi di carattere abitativo, del miglioramento delle infrastrutture, della qualità urbana e del tessuto sociale ed ambientale ( Art.12 comma3), verificando una colta completata la scelta delle proposte idonee, le risorse finanziabili attivabili anche in base alla disponibilità dell’apposito “Fondo per l’attuazione  del  piano  nazionale  per  le   città”.

La novità più importante introdotta dal nuovo Piano rispetto alle norme nazionali di riferimento è la sua catalogazione non come un intervento di natura straordinaria ma come un vero e proprio strumento operativo, che renderà possibile la presentazione delle proposte anche negli anni successivi alla sua prima attuazione.