• Articolo Bologna, 19 ottobre 2012
  • Innovazione e messa in sicurezza sono le due strategie su cui puntare

    Quanto è innovativo e sostenibile il settore edilizio?

  • I dati sul patrimonio edilizio che emergono dal rapporto presentato oggi da Fillea CGIL e Legambiente sono allarmanti, ma l’uscita da questa empasse sembra possibile

(Rinnovabili.it) – Case fredde d’inverno e calde d’estate, costruite male e in parte in zone ad alto rischio sismico o idrogeologico, oltre 2 milioni addirittura vuote. È questa l’istantanea scattata da Legambiente e Fillea CGIL che, unite in un Osservatorio congiunto, hanno presentato oggi “Innovazione e sostenibilità nel settore edilizio: Costruire il futuro”, il Rapporto sullo stato dell’arte dell’edilizia nel nostro territorio. Lo stallo che il settore delle costruzioni sta vivendo in Italia è evidente: le città sono invivibili, il patrimonio edilizio per nulla rinnovato, scarsa è la sicurezza delle persone che ci abitano o ci lavorano, alte le spese di gestione.

 

Eppure per gli autori del rapporto uscire da questa empasse è possibile. Innanzitutto recuperando e mettendo in sicurezza l’esistente, poi puntando su un nuovo modello di riferimento, che avvicini il più possibile il settore delle costruzioni nostrano a quanto imposto dalla strategia europea in termini di certificazione e riqualificazione energetica degli edifici, mosse che hanno reso il vecchio continente all’avanguardia nella lotta ai cambiamenti climatici. Su questa linea anche il Presidente Nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, convinto che ci sia bisogno di una profonda trasformazione nelle politiche progettuali e costruttive per migliorare la sostenibilità e le prestazioni energetiche delle costruzioni, riducendone al contempo i consumi. Tanti i benefici che si potrebbero ottenere, non solo in termini ambientali, ma anche sul piano dell’occupazione: un mix di soluzioni progettuali sostenibili porterebbe, infatti, a innalzare la qualità della vita dei cittadini e a un aumento dell’occupazione stimato in 600.000 unità, con un indotto che nei prossimi 10 anni potrebbe toccare il milione.